Il mondo del cinema e della televisione italiana è in lutto per la morte di Remo Girone, scomparso improvvisamente il 3 ottobre 2025 all’età di 76 anni, nella sua casa di Montecarlo, nel Principato di Monaco. Attore raffinato, di grande carisma e profondità interpretativa, Girone ha segnato un’epoca grazie al suo ruolo di Tano Cariddi nella serie cult La Piovra, ma la sua carriera ha spaziato con successo tra cinema, teatro e televisione, rendendolo uno dei volti più amati e rispettati del panorama artistico italiano.
Un malore improvviso nella sua casa di Montecarlo
La notizia della sua scomparsa è stata diffusa dai familiari nel pomeriggio di venerdì. L’attore viveva da anni a Monaco con la moglie, Victoria Zinny, anche lei attrice, con cui condivideva una lunga storia d’amore e di vita artistica. Secondo quanto trapelato, Girone sarebbe stato colpito da un malore improvviso nella sua abitazione. Negli ultimi anni aveva affrontato diversi problemi di salute, tra cui un tumore alla vescica che aveva raccontato con grande sincerità in un’intervista al Corriere della Sera nel 2024:
“Lavorare e combattere con la malattia non è stato facile. Dopo essermi operato dovevo affrontare la chemioterapia, e i produttori della fiction volevano sostituirmi. Ma ho resistito, e sono tornato sul set: recitare mi ha salvato.”
Da Tano Cariddi al cinema internazionale
Nato ad Asmara, in Eritrea, nel 1949, Remo Girone era cresciuto in Africa Orientale prima di trasferirsi in Italia, dove aveva intrapreso gli studi di recitazione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Il suo debutto teatrale risale agli anni ’70, ma la popolarità arrivò negli anni ’80 grazie al ruolo di Tano Cariddi, spietato banchiere mafioso nella serie La Piovra, al fianco di Michele Placido. Quel personaggio divenne iconico, simbolo di un’Italia che guardava in faccia la criminalità organizzata, e proiettò Girone tra i grandi attori del piccolo schermo.
Ma Ridurre Girone a Tano Cariddi sarebbe ingiusto. La sua carriera cinematografica vanta collaborazioni con registi di altissimo livello:
- Giuseppe Tornatore lo volle in La leggenda del pianista sull’oceano (1998);
- Lina Wertmüller lo diresse in Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada (1983);
- Giuseppe Ferrara lo scelse per Cento giorni a Palermo (1984);
- Ben Affleck lo chiamò a Hollywood per The Accountant (2016), dove interpretò un potente criminale internazionale.
In televisione aveva preso parte a numerose fiction di successo come Il Commissario Montalbano, Don Matteo, Squadra Antimafia, e più di recente Made in Italy e La Porta Rossa. Sempre fedele al teatro, alternava le scene alla regia, lavorando fino agli ultimi mesi su un progetto dedicato a Pirandello.
L’eredità di un grande interprete
Remo Girone resterà nella memoria collettiva come un attore di straordinaria eleganza, capace di passare dai ruoli drammatici a quelli più introspettivi con una naturalezza rara. Colleghi e amici lo ricordano come un uomo riservato, ironico, ma anche profondamente appassionato del proprio mestiere.
Il ministro della Cultura, in una nota, ha espresso “profondo cordoglio per la scomparsa di uno dei protagonisti assoluti della scena italiana”, sottolineando come Girone abbia “saputo incarnare l’intensità e la complessità dell’animo umano attraverso interpretazioni indimenticabili”.
Il suo ultimo saluto sarà celebrato nei prossimi giorni a Montecarlo, dove viveva da anni, ma non è esclusa una commemorazione anche a Roma, città che per decenni era stata il centro della sua vita professionale.
📽️ Remo Girone – una vita per il cinema
Dal teatro alla televisione, dall’Italia a Hollywood, il percorso di Girone è stato quello di un attore che non ha mai smesso di cercare la verità nei suoi personaggi. Il suo Tano Cariddi resterà un’icona, ma dietro quella maschera c’era un artista completo, un uomo che ha amato profondamente il suo lavoro e che continuerà a vivere nel ricordo di chi lo ha ammirato sullo schermo e sul palcoscenico.

