Il mondo dell’informazione e della cultura italiana è in lutto per la scomparsa di Mimmo Liguoro, giornalista e scrittore che si è spento a Roma all’età di 84 anni. Nato a Torre del Greco il 16 luglio del 1941, Liguoro ha rappresentato per decenni un punto di riferimento autorevole e garbato per milioni di telespettatori. La sua carriera è stata indissolubilmente legata alla Rai, dove ha ricoperto ruoli di grande prestigio: è stato infatti redattore capo e conduttore del Tg2 dal 1982 al 1995, per poi proseguire il suo impegno professionale al Tg3 fino al 2006, anno del suo congedo dal servizio pubblico.
La notizia della sua scomparsa è stata accolta con profondo cordoglio, in particolare nella sua terra d’origine. Il sindaco di Torre del Greco, Luigi Mennella, è stato tra i primi a rendere omaggio alla figura del giornalista attraverso un toccante messaggio sui social, definendolo una figura di spicco capace di raccontare con passione e competenza le bellezze di Napoli e l’amore per i colori azzurri. Sebbene fosse diventato romano d’adozione per ragioni professionali, Liguoro non ha mai reciso il legame viscerale con le sue radici campane, portando sempre nel cuore l’identità e la cultura del suo territorio.
Oltre all’impegno televisivo, Mimmo Liguoro ha lasciato un’eredità letteraria significativa attraverso la pubblicazione di numerosi volumi che spaziano dalla saggistica alla biografia. Tra le sue opere più celebri si ricorda “Storie e poesie di un mascalzone latino”, la biografia dedicata a Pino Daniele pubblicata nel 1993, ma anche lavori di ricerca culturale come “I posteggiatori napoletani” e riflessioni sulla professione e sulla società come “Elogio del giornalista” ed “Elogio della risata”. La sua scrittura, proprio come la sua conduzione, si è sempre distinta per un’eleganza sottile e una profonda umanità.
Con la morte di Mimmo Liguoro scompare un testimone della “civiltà del sorriso”, titolo di uno dei suoi libri più cari, e un professionista che ha saputo nobilitare il racconto della cronaca e della musica partenopea. Il suo contributo al giornalismo televisivo resta un esempio di equilibrio e profondità, doti che lo hanno reso amato dai colleghi e stimato dal grande pubblico. L’abbraccio della sua comunità e dell’intero panorama culturale va oggi alla famiglia e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di apprezzarne le straordinarie qualità umane e professionali.

