James Senese, l’anima nera di Napoli. Si è spento all’età di 80 anni James Senese, leggenda del sassofono e simbolo della musica napoletana moderna. Ricoverato da fine settembre all’ospedale Cardarelli di Napoli per una grave infezione polmonare, le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi giorni. A dare la notizia della sua scomparsa è stato l’amico di sempre, Enzo Avitabile, che sui social ha scritto: “Non bastano parole per un dolore così grande ma solo un grazie. Grazie per il tuo talento, la passione, la dedizione. Sei stato un fratello, un esempio di vita e di musica. Per sempre.”
Le origini di un artista unico
Nato a Napoli nel 1945, figlio di madre napoletana e di un soldato afroamericano di stanza in Italia durante la Seconda guerra mondiale, James Senese — all’anagrafe Gaetano Senese — ha vissuto fin da piccolo la complessità e la ricchezza di due culture. Cresciuto nel quartiere Miano, in un contesto popolare e vivace, trovò presto nella musica la sua voce. A dodici anni ricevette il suo primo sassofono, strumento che lo accompagnerà per tutta la vita.
Le sue prime esperienze musicali risalgono agli anni Sessanta, quando formò i “4 Conny” e poi gli Showmen, gruppo che insieme a Mario Musella e Franco Del Prete portò una ventata di soul e rhythm’n’blues nella scena italiana. Gli Showmen rappresentarono una vera rivoluzione per la musica napoletana, capace per la prima volta di fondere il dialetto e la tradizione con i suoni d’oltreoceano.
La nascita dei Napoli Centrale e la rivoluzione del suono
Nel 1974 fondò con Franco Del Prete i Napoli Centrale, band destinata a entrare nella storia. L’idea era chiara: creare una musica che parlasse la lingua della strada, del popolo, mescolando jazz, funk, rock e la melodia partenopea. Il risultato fu un suono unico, potente, ruvido e profondamente identitario.
Nel gruppo militò per un periodo anche Pino Daniele, che trovò in Senese un maestro e un compagno di visione. Insieme, i due contribuirono a definire quello che in seguito sarebbe stato riconosciuto come “neapolitan sound”, un linguaggio musicale nuovo, dove il blues e il Mediterraneo si incontravano senza confini.
Brani come Campagna, Mattanza, O nonno mio e Qualcosa ca’ nun more diventarono manifesti di una generazione. I testi di Senese, diretti e poetici, raccontavano la vita quotidiana, le ingiustizie, le speranze e le radici di un popolo.
James Senese: una carriera lunga e coerente
Nel corso dei decenni, James Senese ha alternato l’attività con i Napoli Centrale alla carriera solista, pubblicando oltre venti album e collaborando con i più grandi nomi della musica italiana. Il suo sax, graffiante e pieno di anima, ha accompagnato le note di Pino Daniele, Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Enzo Avitabile e tanti altri protagonisti della scuola napoletana.
Nel 2016 vinse la Targa Tenco come miglior album in dialetto con O sanghe, un disco intenso e pieno di rabbia e amore per la sua terra. Fino all’ultimo, nonostante i problemi di salute, continuava a esibirsi e a progettare nuova musica. Il suo ultimo lavoro, Chest’è ’a terra mia, era stato pubblicato per celebrare gli 80 anni, accompagnato da un tour che avrebbe dovuto concludersi a fine anno.
Il ricordo e l’eredità
La notizia della sua scomparsa ha suscitato un’ondata di commozione in tutta Italia. Colleghi, fan e musicisti lo ricordano come un uomo autentico, generoso, profondamente legato alle sue origini. Il sindaco di Napoli lo ha definito “l’anima nera della città, la voce del Vesuvio e della sua gente”.
James Senese lascia un’eredità immensa: quella di un artista che ha saputo dare dignità alla musica napoletana, portandola nel mondo senza compromessi. La sua voce e il suo sax restano simboli di identità, resistenza e passione.
Un suono che non muore
Più che un musicista, James Senese è stato un ponte tra mondi: tra Africa e Napoli, tra jazz e tradizione popolare, tra rabbia e dolcezza. Nelle sue note c’era la storia di una città e di un popolo.
Oggi Napoli perde un figlio illustre, ma il suo suono — quel misto di tufo, mare e anima — continuerà a risuonare per sempre.

