Napoli piange la scomparsa di Gino Nicolais, ingegnere, accademico e politico, morto oggi all’età di 83 anni. Nicolais è stato una delle figure italiane più rappresentative del legame tra ricerca scientifica e istituzioni.
Nato il 9 febbraio 1942 a Sant’Anastasia, Nicolais ha costruito una carriera che ha saputo coniugare università, governo e amministrazione pubblica. Professore ordinario di Tecnologie dei Polimeri all’Università Federico II di Napoli, ha guidato per anni il settore dei materiali avanzati, con una produzione scientifica riconosciuta anche a livello internazionale.
L’ingresso in politica avviene nei primi anni Duemila, quando viene nominato assessore regionale in Campania con deleghe a università, ricerca e innovazione nella giunta guidata da Bassolino. Nel 2006 il presidente del Consiglio Romano Prodi lo chiama a guidare il Ministero per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, incarico che ricopre fino al 2008, promuovendo modernizzazione e digitalizzazione dello Stato.
Eletto deputato nello stesso anno, Nicolais continua a occuparsi di cultura e ricerca anche in Parlamento. Nel 2009 si candida alla presidenza della Provincia di Napoli, senza però riuscire a prevalere su Luigi Cesaro.
Terminata l’esperienza politica, torna a guidare il sistema scientifico italiano come presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) dal 2012 al 2016, consolidando il suo profilo di tecnico e riformatore capace di muoversi tra sapere scientifico e decisione pubblica.
Considerato tra i principali promotori dell’innovazione nel Mezzogiorno, Gino Nicolais resterà nella memoria come simbolo di una politica fondata sulla competenza, sul merito e sul dialogo costruttivo tra scienza e istituzioni.

