Acqua pubblica – l’appello della Maraini e la marcia indietro di tre comuni dell’Agro

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L’appello lanciato da Dacia Maraini a sostegno dell’acqua pubblica. Nonostante il voto favorevole ai referendum, come spesso succede in Italia, si è lasciato la gestione di una buona porzione delle riserve idriche ai privati, i quali non hanno affatto rimediato alla perdita del 60 per cento del liquido prezioso che passa in tubi fatiscenti mai sostituiti. «La cultura della privatizzazione ha devastato la democrazia e tutto ciò che è pubblico, creando quello che De Rita (Censis) ha definito: la dittatura dell’io». Bisogna trovare un accordo fra associazioni, sindacati, movimenti culturali e sociali di uomini e donne, come in un nuovo Forum Mondiale, non per fare la sommatoria dei contenuti congeniali a ciascuno, ma per decidere pochi obiettivi fondamentali: il diritto alla vita di tutti gli esseri viventi, una distribuzione più giusta dei beni essenziali, fra cui prima di tutto l’acqua, rispetto e cura dell’ambiente la cui salute ci riguarda tutti, come questo virus che non conosce frontiere né classi ha dimostrato. 

Intanto nell’Agro sembra che qualcuno abbia fatto marcia indietro. Nell’ultimissima riunione del Consiglio di distretto Agro-Vesuviano dell’Ente Idrico Campano, il sindaco di Nocera Inferiore ma anche i rappresenti istituzionali di Angri e Sarno, hanno votato il documento venuto fuori dalla maggioranza del Consiglio, unendo quindi il voto ai 12 della maggioranza pro-Gori, astenuti gli altri 8, tutti componenti come i rappresentanti di Nocera Inferiore, Angri e Sarno della Rete dei Sindaci per l’Acqua Pubblica, costretta quindi ad incrinare l’unanimità degli ultimi per la scelta di qualcuno di accettare il dialogo con la Gori sul fronte dei pur comprensibili provvedimenti da assumere, almeno come dichiarazione di intenti, in tema di possibile sospensione delle bollette e di revisione dei consumi in questa fase di emergenza. La battaglia per l’acqua pubblica però va portata senza compromessi al ribasso.

deliberazione-002-2020