Acireale shock: 2 anni di Daspo al presidente

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La Questura di Catania ha notificato a Giovanni Di Mauro, presidente dell’Acireale, un provvedimento di Daspo della durata di due anni, a seguito di un episodio controverso avvenuto al termine della partita tra Acireale e Messina, disputata il 25 settembre.Il fatto contestatoSecondo le ricostruzioni pubblicate dal quotidiano La Sicilia, Di Mauro sarebbe stato coinvolto in una presunta aggressione nei confronti del vice allenatore del Messina, identificato come Savanarola. La decisione della Questura è arrivata dopo l’analisi delle riprese video relative all’episodio, ritenute sufficienti per attivare il procedimento disciplinare nei confronti del numero uno acese. Non sono finora noti i dettagli precisi sull’alterco: mancerebbero conferme ufficiali circa moventi, dinamiche o se vi siano stati danni fisici documentati. È invece certa la volontà delle autorità di intervenire con un provvedimento severo in ambito sportivo-amministrativo.La portata del DaspoIl Daspo (Divieto di Accesso alle manifestazioni Sportive) è una misura che impedisce al destinatario di frequentare impianti sportivi per il periodo stabilito. In questo caso, per due anni, Di Mauro non potrà accedere agli stadi né partecipare a manifestazioni sportive come dirigente presente fisicamente.Un Daspo di questa entità nei confronti di un presidente societario è raro e segnala la gravità che la Questura attribuisce all’episodio. La misura dimostra come, nelle competizioni dilettantistiche, l’ordine pubblico e la condotta degli attori istituzionali, oltre che dei semplici tifosi, siano tenuti sotto stretta osservazione.Le reazioni atteseLa notizia ha già suscitato scalpore nell’ambiente calcistico dilettantistico siciliano. Da una parte, è lecito attendersi che l’Acireale esprima una presa di posizione (comunicato ufficiale, eventuali richieste di revisione) per difendere la propria immagine e quella del suo massimo dirigente. Dall’altra, la controparte (il Messina) potrebbe giocare la carta della trasparenza, chiedendo che ogni elemento sia reso pubblico e che, se accertate responsabilità, vengano sanzionate con severità.È possibile che Di Mauro presenti ricorso o richieda una revisione del provvedimento, basandosi su video difensivi o testimonianze che possano attenuare la responsabilità.