Un lenzuolo appeso nella notte, poche lettere scritte in fretta: “VATTENE”. Uno striscione apparso all’esterno dell’abitazione di Angelo Guastafierro, presidente della Polisportiva Real Acerrana 1926, al rientro dalla trasferta di Nardò. Un gesto che ha lasciato l’intero ambiente granata sorpreso e amareggiato, ma che non ha scalfito la determinazione del club.
Con un comunicato ufficiale, la società ha espresso “stupore e disappunto per l’ennesimo gesto teatrale” rivolto al proprio presidente, sottolineando come “la storia non si cancelli con poche lettere scritte su un lenzuolo, specialmente se fatte di notte”.
Il club ha ricordato il ruolo centrale di Guastafierro nella rinascita del calcio ad Acerra. «Senza il suo impegno e la sua passione — si legge nella nota — oggi probabilmente non saremmo qui a parlare di una realtà sportiva viva, solida e rispettata». Il presidente, infatti, ha guidato la rinascita dell’Acerrana, restituendo dignità a una piazza storica, investendo tempo e risorse per far tornare entusiasmo in città.
Il comunicato, tuttavia, non si limita a condannare il gesto. La società ha anche denunciato episodi di minacce rivolte ad alcuni giocatori, dopo la decisione del presidente di non consegnare le maglie da gioco ai tifosi al termine della partita. Una scelta, spiegano dalla dirigenza, presa per “senso di responsabilità e rispetto verso i valori del club”, che però avrebbe scatenato la rabbia di una frangia isolata della tifoseria.
Un episodio grave, che secondo la società nulla ha a che vedere con la passione sportiva. “Se davvero qualcuno ha pensato di intimidire il presidente con uno striscione, si tratta di un comportamento inaccettabile”, prosegue la nota. “L’Acerrana 1926 non si piega e non arretra. Andremo avanti con ancora più forza e determinazione”.
Un messaggio chiaro, che ribadisce la compattezza dell’ambiente. “Gli errori fanno parte del processo di crescita — sottolinea ancora il club — ma ogni passo falso è stato un’occasione per migliorare e mai per arretrare”.
Guastafierro, dal canto suo, non intende farsi condizionare da chi prova a minare la serenità della squadra. L’obiettivo resta lo stesso: difendere i colori granata e continuare a costruire un progetto serio e sostenibile, con il sostegno di chi ama davvero l’Acerrana.
E mentre le polemiche si spengono, una certezza resta incrollabile: l’Acerrana va avanti, a testa alta, fedele alla propria storia e ai suoi valori.

