«Assolto per non aver commesso il fatto»: si è pronunciata in questi termini la Corte d’Assise di Salerno al termine del processo di primo grado a carico di un anziano di 82 anni (P.A.), costretto per anni a convivere con un’atroce accusa. Quella di aver violentato la nipotina – all’epoca dei fatti – di meno di dieci anni. Per il nonno l’accusa aveva chiesto una condanna a dieci anni e mezzo di reclusione.
La travagliata vicenda giudiziaria fu innescata nel 2010, con la denuncia della madre della piccola. Dall’aprile 2015, però, i primi attacchi all’impianto accusatorio da parte del padre della piccola (e figlio dell’imputato), che cominciò a mettere in dubbio le accuse della figlia, qualificandole quali fantasie, alimentate dal dolore per la separazione dei genitori. Complicati, all’epoca, anche i rapporti tra la sua ex moglie e l’imputato. Fu proprio la donna a sporgere denuncia, dopo aver raccolto i terribili racconti della figlia. La piccola raccontò d’esser stata minacciata con un coltello e d’aver subito palpeggiamenti dall’anziano, costretta a sua volta a toccarlo.
Da qui, l’avvio delle investigazioni e la formulazione del capo d’accusa: violenza sessuale su minore con l’aggravante di avere approfittato del rapporto di parentela e del fatto che la piccola gli fosse stata affidata.
Ieri pomeriggio, quindi, la sentenza che lo ha completamente scagionato da quelle opprimenti accuse.
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