Accadde oggi: 7 giugno 1929 – Nasce lo Stato della Città del Vaticano

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Pianta del Vaticano, incisione su rame di Martino Ferrabosco, edito dalla Reverenda Camera Apostolica, 1684

Sottoscritti – stipulati l’11 febbraio 1929 tra il Regno d’Italia e la Santa Sede e resi esecutivi in Italia con la Legge n. 810 del 27 maggio 1929 – dall’allora capo del Governo del Regno d’Italia, Benito Mussolini, e dal Cardinale Pietro Gasparri, in rappresentanza del Pontefice Pio XI, i Patti Lateranensi – pubblicati negli Acta Apostolicae Sedis n. 6 del 7 giugno 1929 – hanno sancito la fine della c.d. “questione romana”, la così denominata pregressa rottura delle relazioni tra Stato e Chiesa.

La sottoscrizione di essi ha decretato la nascita dello Stato della Città del Vaticano in “assoluta indipendenza per l’adempimento della Sua alta missione nel mondo”.

  • La struttura dei Patti Lateranensi

I patti constano di 3 documenti, così denominati:

-TRATTATO FRA LA SANTA SEDE E L’ITALIA, in cui si decreta la nascita della Città del Vaticano  

-CONVENZIONE FINANZIARIA, in cui si risolvono alcune questioni economiche sorte a seguito dell’emanazione delle leggi eversive (promulgate dal governo italiano nel luglio del 1866 e nell’agosto del 1867, a seguito delle quali furono soppressi alcuni Enti Ecclesiastici e incamerati i beni nel patrimonio allo Stato e degli enti pubblici locali).

-CONCORDATO FRA LA SANTA SEDE E L’ITALIA, in cui si regolano i futuri rapporti tra Stato e Chiesa in Italia.

  • La “questione romana”

A seguito della proclamazione del nuovo Stato italiano (17 marzo 1861) il bisogno di un completamento dell’unità divenne impellente. Era necessario riunire le popolazioni italiane che erano rimaste fuori dai confini politici del nuovo Regno: Veneto, Trentino, Lazio ed in particolar la città di Roma. Già Cavour con un celebre discorso, tenutosi in Parlamento nel marzo del 1861, spiegò le ragioni per cui la città di Roma sarebbe dovuta essere capitale “di un grande stato” seguendo “le circostanze storiche, intellettuali e morali”.  Propose come unica soluzione della Questione un accordo con la Francia di Napoleone III ed il mantenimento dell’indipendenza spirituale del Pontefice, molto vicino al sovrano francese.

Inizialmente fu seguita la strada percorsa da Cavour: con la formula “libera Chiesa in libero Stato” si diede inizio alle trattative con la Santa Sede per assicurare al papa e al clero tutto piena libertà di esercitare il magistero spirituale. In cambio il papa avrebbe dovuto rinunciare al potere temporale e riconoscere il nuovo stato.

Le proposte di Cavour si scontrarono con Pio IX; nel giungo del 1862 Garibaldi rilanciò il progetto di una spedizione contro lo Stato della Chiesa appoggiato dall’allora Primo ministro Urbano Rattazzi.

Pio IX all’indomani della breccia di Porta Pia – del 20 settembre 1870 – promulgò l’enciclica “Respicientes ea”, in cui si andarono delineando gli eventi dal punto di vista della Santa Sede: l’Italia venne presentata come invasore e la presa di Roma da parte delle truppe italiane fu ritenuta “ingiusta, violenta, nulla e invalida”.

Il Papa si proclamò “prigioniero dello Stato Italiano”.

  • L’inizio della fine

Meno di un anno dopo il 13 maggio del 1871 venne approvata una legge, detta delle “guarentigie”, cioè delle garanzie, con la quale il Regno d’Italia si impegnava a garantire al pontefice le condizioni per il libero svolgimento del suo magistero spirituale, secondo quanto era stato proposto da Cavour.

  • I primi 3 articoli

Art. 1

L’Italia riconosce e riafferma il principio consacrato nell’articolo 1° dello Statuto del Regno 4 marzo 1848, pel quale la religione cattolica, apostolica e romana è la sola religione dello Stato.

Art. 2

L’Italia riconosce la sovranità della Santa Sede nel campo internazionale come attributo inerente alla sua natura, in conformità alla sua tradizione ed alle esigenze della sua missione nel mondo.

Art. 3

L’Italia riconosce alla Santa Sede la piena proprietà e la esclusiva ed assoluta potestà e giurisdizione sovrana sul Vaticano, com’è attualmente costituito, con tutte le sue pertinenze e dotazioni, creandosi per tal modo la Città del Vaticano per gli speciali fini e con le modalità di cui al presente Trattato. I confini di detta Città sono indicati nella Pianta che costituisce l’Allegato I° del presente Trattato, del quale forma parte integrante.

Antonietta Della Femina