Da ben 56 anni è nelle dispense di tutti gli italiani, e non solo…
La Nutella, ormai esportata in tutto il mondo, è dal 1964 uno dei simboli del made in Italy.
La storia
- Pietro Ferrero nel 1946 mise “sul mercato” un panetto spalmabile fatto con nocciole, cacao e zucchero che prendeva il nome da una maschera del carnevale torinese:
Giandujot. Fu questo l’inizio del decollo della piccola pasticceria artigianale di Alba, nelle Langhe,area nota per la produzione di nocciole. - Nel 1951 il figlio di Pietro, Michele, decise di “rinnovare” il Giandujot, creando la Supercrema venduta in barattoli di grandi dimensioni.
Il seguito è “leggenda”: insoddisfatto dal nome i Ferrero iniziarono a pensare ad una nuova ricetta e ad un nuovo logo. Nacque la “Nutella”, termine nato dal termine inglese nut, nocciole (ingrediente base della ricetta) con il suffisso -ella.
Les jeux sono fait: il primo barattolo uscì dallo stabilimento di Alba il 20 aprile del 1964, per poi iniziare ad essere commercializzato nove giorni dopo; nel giro di due anni la Nutella venne commercializzata oltre confine, in Germania e Francia, per poi attraversare l’oceano e sbarcare negli Stati Uniti.
Oggi la Nutella è probabilmente la crema spalmabile più diffusa al mondo.
Un chiaro esempio di commercio sostenibile, di made in Italy…
Sin dagli esordi Ferrero ha adottato dei contenitori in vetro vuoti a perdere: una volta svuotato del suo contenuto il contenitore può essere utilizzato come bicchiere di casa.
In seguito alla campagna di Greenpeace Italia “Nutella salva la foresta”, e alla raccolta di 10.000 firme Ferrero ha aderito alla moratoria sull’espansione delle coltivazioni di palma da olio che distruggono le ultime foreste del Sud est asiatico.
Una bottega divenuta impero: un incoraggiamento a non mollare mai, ad innovar(si) tenendo però sempre le mani tese verso le proprie radici, a credere sempre nei propri sogni.
Antonietta Della Femina

