Accadde oggi: 11 giugno 1962 – 3 detenuti riescono a fuggire dal penitenziario di Alcatraz

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Il carcere di Alcatraz sorge sull’omonima isola distante 2 km dalla baia di San Francisco in California, negli Usa.

Denominata anche “Sharkatraz” a causa delle acque lì intorno con correnti potenti e piene di squali feroci, sede di un forte militare dagli anni ’50 dell’Ottocento, dal 1909 al 1963 ha ospitato un carcere (dal 1934 di massima sicurezza).

locandina del film “Fuga da Alcatraz”

“Alcatraz è… è una prigione che vanta la massima sicurezza e pochissimi privilegi. Noi non creiamo buoni cittadini, però creiamo dei buoni detenuti”: aforisma dal film statunitense “Fuga da Alcatraz”, del 1979 con Clint Eastwood.

Impossibile fuggirne, o forse no… 14 tentativi nei 29 anni di storia della prigione: il più famoso è senz’ombra di dubbio la fuga famosa dell’11 giugno del 1962 da parte di Frank Morris, John Anglin e Clarence Anglin.

Tre rapinatori di banca, amici già dal carcere di Atlanta dal quale progettarono una fuga nel 1957; con l’aiuto di un cucchiaio di metallo ed un trapano fai-da-te creato con il motore di un’aspirapolvere, scavarono un buco sotto il lavandino della cella, e collegandosi ai canali di ventilazione del carcere, riuscirono ad evadere.

Navigarono per le impervie acque con una zattera costruita con una cinquantina di impermeabili legati insieme, i quali, una volta gonfiati, avrebbero creato un simil gommone.

La mattina seguente, il 12 giugno, alla mancata risposta durante l’appello mattutino (durante l’arco della giornata gli appelli erano ben 12), la guardia carceraria aprendo la cella scoprì gli escamotages messi in atto dai 3 (nel piano iniziale i cospiratori della fuga erano 4: il 4° uomo era Allen West, il quale successivamente tenne svariate interviste con l’F.B.I. e con le autorità penitenziarie): per simulare la loro presenza crearono fantocci realizzati con un mix di cartapesta, dentifricio, carta igienica e calcestruzzo; per nascondere il buco aperto sotto il lavandino, invece, dipinsero carte da gioco e cartoni con le medesime tonalità del muro spaccato.

Dato l’allarme iniziarono subito le ricerche dei tre uomini, ma di loro non si ritrovò alcuna traccia se non alcune foto di amici e parenti dei fratelli Anglin in mare, ed alcuni brandelli degli impermeabili usati per costruire il gommone. Numerose furono però, negli anni a venire, gli avvistamenti dei tre soprattutto nel Sud America; ad oggi la vicenda resta avvolta da un alone di mistero.

  • “Escape from Alcatraz”

Migliaia di atleti affrontano le fredde acque della Baia di San Francisco per “fuggire” dall’oscura prigione con una gara di triathlon: una nuotata di 1,5 miglia, una “pedalata” di 18 miglia ed una corsa di 8 miglia.

Organizzato da IMG – International Management Group, società che si occupa della gestione di sport ed eventi con sede a New York City -, si svolge ogni anno all’inizio di giugno (eccezione è stato l’anno in cui per favorire l’evento velico della Coppa America nella Baia di San Francisco, l’evento triathlon si è avuto a marzo).  

Il triathlon “Escape from Alcatraz” è stato classificato come il triathlon numero uno da Inside Triathlete Magazine per il 2006.

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