A Villa dei Fiori a Mugnano innovativo intervento di artrodesi sacroiliaca

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A Villa dei Fiori a Mugnano innovativo intervento di artrodesi sacroiliaca - Pierfrancesco Eugeni
Il prof Pierfrancesco Eugeni

Un nuovo traguardo per la sanità campana e italiana porta la firma della Casa di Cura Villa dei Fiori di Mugnano di Napoli, parte del Gruppo NefroCenter, realtà sanitaria di eccellenza nel panorama nazionale. Presso la struttura, infatti, è stato eseguito il primo intervento in Europa di artrodesi sacroiliaca per sindrome disfunzionale dolorosa, utilizzando il dispositivo di ultima generazione I-Fuse® TORQ®. L’operazione, perfettamente riuscita, è stata condotta dal dottor Pier Francesco Eugeni, neurochirurgo senior del gruppo di Neurochirurgia di Alta Complessità di NefroCenter, che detiene la seconda maggiore casistica europea in questo tipo di interventi ad alta complessità. Si tratta di un risultato di assoluto rilievo, che conferma il ruolo della Campania come polo d’avanguardia per la ricerca e l’innovazione chirurgica nel campo della neurochirurgia e dell’ortopedia.

La sindrome sacroiliaca: una patologia spesso sottovalutata

La sindrome disfunzionale dolorosa della sacroiliaca, comunemente chiamata sindrome sacroiliaca, rappresenta una delle cause più frequenti di dolore lombare cronico. Tuttavia, nonostante la sua diffusione, la patologia è spesso sottovalutata o confusa con altre condizioni, come la sciatalgia o il classico “colpo della strega”. Il dolore si manifesta tipicamente nella parte bassa della schiena, irradiandosi verso le natiche, l’inguine o gli arti inferiori, fino a compromettere la capacità di mantenere la posizione eretta. In alcuni casi, i pazienti riferiscono un dolore acuto e persistente, tale da compromettere le normali attività quotidiane.

Le cause della disfunzione possono essere molteplici:
traumi o microtraumi ripetuti,
squilibri posturali o differenze di lunghezza degli arti,
incidenti stradali o interventi chirurgici vertebrali,
– oppure eventi fisiologici come il parto.

Non mancano, inoltre, i casi in cui la sindrome è associata a patologie sistemiche autoimmuni, tra cui artrite reumatoide e spondilite anchilosante.

L’intervento a Villa dei Fuori a Mugnano quando la terapia conservativa non basta

Nella maggior parte dei casi, la sindrome sacroiliaca viene inizialmente trattata con terapie farmacologiche, fisiatriche o infiltrative. Tuttavia, nei pazienti in cui queste soluzioni non garantiscono benefici duraturi, è possibile ricorrere all’artrodesi, ovvero la fusione chirurgica dell’articolazione sacroiliaca. Si tratta di un intervento che mira a stabilizzare definitivamente l’articolazione, eliminando la causa del dolore cronico. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la procedura non comporta limitazioni funzionali significative: i pazienti possono infatti tornare a una vita normale, spesso con un netto miglioramento della qualità di vita.

Il dispositivo I-Fuse® TORQ®, disponibile in Europa da poche settimane, rappresenta l’ultima evoluzione tecnologica nel campo dell’artrodesi sacroiliaca. È stato progettato per ridurre ulteriormente il trauma chirurgico, minimizzando i tempi di recupero e le complicanze post-operatorie. La procedura prevede l’inserimento, attraverso un approccio mini-invasivo, di tre impianti in titanio poroso che attraversano l’articolazione sacroiliaca. Questi dispositivi non solo stabilizzano l’articolazione, ma favoriscono la fusione ossea nel giro di pochi mesi. Il paziente, nella maggior parte dei casi, è in grado di camminare già dal giorno successivo all’intervento, con una degenza post-operatoria di pochi giorni. L’approccio mini-invasivo consente inoltre di estendere l’indicazione chirurgica anche a pazienti anziani o con condizioni generali delicate, ampliando così le possibilità terapeutiche.

L’esperienza del dottor Pier Francesco Eugeni

Alla guida dell’intervento il dottor Pier Francesco Eugeni, figura di spicco della neurochirurgia italiana ed europea. Laureatosi all’Università dell’Aquila nel 1984 e specializzatosi in Neurochirurgia presso il Policlinico Federico II di Napoli nel 1989, Eugeni vanta un’esperienza quasi quarantennale maturata tra Italia ed estero.

All’interno del Gruppo NefroCenter, è direttore del programma per la gestione della traumatologia vertebro-midollare e ha all’attivo numerosi interventi di alta complessità su pazienti provenienti da tutta Italia.

Già nel 2017, il dottor Eugeni era stato il primo chirurgo in Europa a utilizzare il dispositivo I-Fuse3D, la versione precedente del nuovo TORQ®, confermando la sua costante partecipazione alle frontiere più avanzate della ricerca chirurgica.

Il successo di questo nuovo intervento consolida ulteriormente la sua reputazione come pioniere nella chirurgia vertebrale mini-invasiva e segna un passo decisivo per l’intera equipe neurochirurgica del Gruppo NefroCenter.

Un risultato che valorizza l’eccellenza del Gruppo NefroCenter

Il primato europeo ottenuto presso la Casa di Cura Villa dei Fiori di Mugnano rappresenta una pietra miliare per il Gruppo NefroCenter, da anni impegnato in un percorso di crescita fondato su qualità, ricerca e innovazione. La struttura, riconosciuta come centro di riferimento per la neurochirurgia e la riabilitazione avanzata, conferma con questo risultato la propria vocazione internazionale e la capacità di attrarre pazienti e professionisti da tutta Europa. Il successo dell’intervento con il dispositivo I-Fuse® TORQ® non è soltanto un traguardo clinico, ma anche un segnale di fiducia verso la sanità di eccellenza, che dimostra di poter raggiungere standard paragonabili – e talvolta superiori – a quelli delle più avanzate realtà europee.

Un messaggio di speranza per i pazienti affetti da dolore lombare cronico

Questo intervento apre nuove prospettive per migliaia di pazienti che convivono da anni con dolori lombari cronici e che spesso vedono sfumare la possibilità di una soluzione definitiva. Grazie a tecniche mini-invasive e dispositivi di ultima generazione come l’I-Fuse® TORQ®, la chirurgia moderna offre oggi un’alternativa efficace, sicura e rapida per restituire ai pazienti una piena funzionalità e, soprattutto, una vita libera dal dolore. Il futuro della medicina passa anche da queste innovazioni: piccoli impianti, grandi risultati. E con il primato della Casa di Cura Villa dei Fiori, la Campania si conferma ancora una volta terra di eccellenze sanitarie, capace di scrivere pagine importanti nella storia della medicina europea.