A Torre Annunziata “Racconti di Donne e Madonne” illumina la Villa di Poppea

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Torre Annunziata si prepara ad accogliere un evento straordinario, capace di intrecciare arte, cultura e memoria in un luogo che da secoli parla di storia. Venerdì 26 settembre, dalle ore 20, la Villa di Poppea negli Scavi di Oplontis diventerà il palcoscenico di “Racconti di Donne e Madonne”, spettacolo corale diretto da Marisa Laurito, che vedrà protagoniste alcune tra le più intense voci femminili del panorama artistico e culturale italiano.

Non semplici performance, ma veri e propri quadri animati, in cui le artiste daranno voce a figure di donne che incarnano forza, dolore, resilienza e denuncia. Antonella Stefanucci sarà una Madonna Nera che stringe la bandiera palestinese recitando un’omelia del vescovo Mimmo Battaglia, mentre la scrittrice Sabrina Efionayi leggerà un brano dal suo libro che affronta le radici del patriarcato. Teresa del Vecchio, avvolta in un chador, interpreterà la poesia “Sorridi” di Alda Merini, e la magnetica Cristina Donadio vestirà i panni di una moderna Clitemnestra, prestando la voce a “Il Verdetto” di Valeria Parrella.

Accanto a loro, altre artiste come Fiorenza Calogero, Sonia De Rosa, Federica di Lallo, Flo, Francesca Marini, Ida Palisi e lo stesso coro Kore della Sirena, si esibiranno simultaneamente in diverse aree del sito, trasformando la Villa di Poppea in un mosaico di emozioni e riflessioni.

L’evento, seconda tappa del percorso “Torre Annunziata, miti, leggende e futuro” realizzato dal Comune con il sostegno della Regione Campania, si inserisce in una narrazione più ampia dedicata alla vita delle donne nell’antica Roma. «Da Poppea, cui è attribuita la villa di Oplontis, alle attrici protagoniste dello spettacolo – spiega Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco archeologico – il filo conduttore è sempre il ruolo centrale delle donne, ieri come oggi».

Con la forza di un messaggio universale, Marisa Laurito sottolinea: «Noi donne, grandi madri, siamo in lutto per ciò che accade nel mondo. Tutti i bambini, barbaramente uccisi, sono i nostri figli. Con questa performance vogliamo ricordare come la loro forza abbia sempre ispirato un nuovo umanesimo».

Un sentimento condiviso anche dal sindaco Corrado Cuccurullo, che evidenzia come il Premio Oplonti rappresenti «un’occasione preziosa per celebrare l’identità culturale di Torre Annunziata e il valore universale di un sito archeologico che è patrimonio Unesco».

In uno scenario di rara suggestione, tra colonne e affreschi che riportano al I secolo d.C., la memoria delle donne diventa spettacolo, riflessione e atto di resistenza.