A Sorrento il nuovo centro antiviolenza

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mn24.it

Lunedì 3 novembre, alle ore 13, sarà inaugurato a Sorrento il nuovo Centro Antiviolenza, ospitato al primo piano dell’edificio del Conservatorio Santa Maria delle Grazie, in piazza Sant’Antonino.
Alla cerimonia prenderanno parte il commissario straordinario del Comune di Sorrento, Rosalba Scialla, e il direttore dell’Azienda Speciale Consortile per i Servizi alla Persona Penisola Sorrentina, Andrea Di Fiore.

Un punto di riferimento per le donne e le vittime di violenza

L’apertura del Centro Antiviolenza rappresenta un passo fondamentale per il territorio sorrentino: uno spazio sicuro, gratuito e accessibile a tutte le persone che subiscono violenza fisica, psicologica, economica o sessuale, sia in ambito familiare che relazionale.
Il centro offrirà ascolto, sostegno psicologico, consulenza legale e orientamento ai servizi sociali, con l’obiettivo di accompagnare le vittime in un percorso di uscita dalla violenza e di costruzione di una nuova autonomia personale.

L’importanza dei Centri Antiviolenza

I Centri Antiviolenza (CAV) sono una rete essenziale nella prevenzione e nel contrasto alla violenza di genere. Non si limitano all’intervento in situazioni di emergenza, ma lavorano anche per promuovere una cultura del rispetto, dell’uguaglianza e dell’autodeterminazione.
In Italia, la loro azione è riconosciuta e sostenuta sia a livello statale che regionale, in attuazione della Convenzione di Istanbul e delle linee guida del Piano Nazionale Antiviolenza.

Ogni centro, infatti, agisce come presidio territoriale di prossimità, in grado di accogliere in modo empatico e professionale le donne che vivono situazioni di abuso, fornendo loro strumenti concreti per ricominciare: protezione, assistenza legale, sostegno psicologico e aiuto per l’inserimento lavorativo e abitativo.

Un impegno condiviso

Con l’apertura del centro di Sorrento, la Penisola Sorrentina rafforza la propria rete di protezione sociale, offrendo un nuovo punto di ascolto e di speranza per le donne del territorio.
«La creazione di un centro antiviolenza – sottolineano gli operatori sociali – è un segnale forte: significa che le istituzioni ci sono, ascoltano e si impegnano concretamente per garantire sicurezza, dignità e libertà a chi ha subito violenza».