A Pagani l’ultimo saluto a Salvatore “Sly” Francavilla

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«Ciao Sly…come te nessuno mai». È solo uno degli striscioni che hanno accompagnato per l’ultima volta il feretro di Salvatore Francavilla, storico ultrà della Paganese, morto domenica mattina a soli 42 anni. “Sly”, nomignolo a lui tanto caro, se n’è andato in punta di piedi, con la riservatezza consona ai “regnanti”. E lui lo era, re della sua Curva e dei suoi amici, quegli “Street Urchins” che, nonostante negli ultimi tempi Salvatore frequentasse poco lo stadio per motivi di salute, gli hanno sempre riconosciuto una leadership indiscussa.

Nessuno ha voluto mancare per tributargli l’ultimo saluto: i suoi amici di infanzia, gli amici di tante trasferte al capezzale della “Stella”, gli amici nocerini, tutti accomunati in un unico dolore, la scomparsa di Sly.

Emblematico e di grande valore umano il gesto degli amici Ultras frusinati, che hanno portato in dono una sciarpa e una maglietta autografata dai giocatori ciociari, da donare alla moglie Mena e ai due figli, a testimoniare il rispetto di una città e di una tifoseria per l’uomo e per l’ultrà. Un gesto bellissimo, apprezzato dalla famiglia e da quanti volevano bene a Sly.

In una Chiesa Madre gremitissima, il parroco Don Flaviano Calenda, accompagnato nella celebrazione da Don Alfonso Vitale e da Padre Paolo Saturno, ha sottolineato come la morte possa essere veicolo per vincere le divergenze e gli asti tra le tifoserie. In chiesa, oltre ai gruppi della Curva e dei Distinti azzurrostellati, erano presenti i rappresentanti della Curva della Salernitana con Raffaele “il Vikingo”, gli ultras della Cavese, quelli della Nocerina, quelli del Frosinone, quelli del Savoia e una rappresentanza dell’Angri.

Una vittoria doppia quella di Sly che, dopo aver discusso una tesi di laurea sul movimento Ultras, è riuscito a riunire tifoserie da sempre “nemiche”. Oggi, chi ha sempre sostenuto che gli Ultras rappresentano la parte peggiore del gioco del calcio ha dovuto ricredersi. Non solo il tifo e il senso di appartenenza, ma una sconfinata umanità dimostrata, qualora ce ne fosse stato bisogno, che ha zittito gli scettici.

Lacrime che si celavano dietro agli occhiali da sole di Massimo Tramontano, Carmine Martigiano, Francesco De Risi, Peppe Esposito (‘a panchina), Enzo Balzano e la moglie Anna, Carletto Campitelli, Peppe Piscopo, Salvatore Barbato – solo per citarni alcuni – che hanno accompagnato Sly nel suo ultimo viaggio.

Commovente la sosta davanti alla Curva Nord del Marcello Torre dove campeggiava uno striscione: “Ciao Salvatore… Ultras, Monello, Dottore!”, firmato appunto Curva Nord. Applausi che hanno accompagnato Sly durante il lungo tragitto che dalla Chiesa lo ha portato lungo viale Mammì.

Chi scrive, fa fatica a raccontare chi era “Tatore Francavilla”, amico e compagno di mille trasferte al seguito della Paganese. Due i ricordi più belli che mi legano a te: l’abbraccio lungo e sincero per il ritorno in C in villa comunale e una trasmissione dedicata agli ultrà dove, con la tua serenità e il tuo sorriso contagioso, raccontavi dei tantissimi raduni Ultras e con fierezza, nonostante la categoria non professionistica, mostravi i tanti messaggi di elogio alla torcida azzurra.

Ti sia lieve la terra. Riposa in pace Sly…

Carmine Torino