A Nocera per fare le badanti dietro ricatto: coppia condannata

0
630

Prima le facevano venire in Italia, poi sequestravano i loro passaporti per consegnarli solo dietro grosse somme di denaro. Si è chiuso giorni fa in primo grado il processo sulla tratta delle bandati provenienti dall’Europa dell’Est, con una condanna a tre anni e quattro mesi per Antonio Santaniello, 53enne nocerino e Paula Liliana Chiras, romena irreperibile da tempo di 49 anni. I due, difesi dall’avvocato Corrado Lombardi, erano accusati di estorsione e di aver violato le regole sull’immigrazione (quest’ultimo reato andato prescritto). L’inchiesta risale al 2004, con la procura di Nocera Inferiore che avviò il lavoro investigativo dopo che la procura di Bari trasmise il fascicolo con il ruolo e le posizioni dei due imputati. Grazie ad una serie di intercettazioni telefoniche, si scoprì che la coppia avrebbe avuto a che fare con numerose donne straniere. Queste, una volta entrate regolarmente in Italia, cominciavano a lavorare come badanti a Nocera Inferiore. Dietro minaccia, erano poi costrette a versare il primo mese di stipendio ai due in cambio del proprio passaporto. Se si rifiutavano, non sarebbero mai più tornate a casa. L’accusa di aver violato le leggi sull’immigrazione scaturì dall’aver trattenuto irregolarmente in Italia tutte quelle donne. Le famiglie che decidevano di prenderle a lavorare come badanti, pagavano una somma alla coppia poi finita sotto processo. Il costo era di 120 euro per ogni lavoratrice, mentre quest’ultime erano costrette a versare l’intero mese di stipendio in cambio del passaporto. L’indagine fu coordinata dal sostituto procuratore Amedeo Sessa, in collaborazione con i magistrati pugliesi, che indagavano su un giro ben più numeroso, con al centro sempre donne della Romania e Ucraina. I giudici del collegio presieduto dal presidente Donnarumma, oltre alla condanna per entrambi a tre anni e quattro mesi di reclusione, hanno escluso per entrambi le aggravanti e disposto l’interdizione per i due dagli uffici pubblici per cinque anni. Per aver violato la legge sull’immigrazione, è scattata invece la prescrizione. Le motivazioni saranno depositate entro sessanta giorni.