A Nocera le case popolari diventano un modello di rigenerazione urbana

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Si approva una variante che migliora qualità ed efficienza degli alloggi popolari in via San Prisco.

di Giorgia Valentini

Nessun aggravio per il Comune: l’impresa ci mette del suo. Una buona notizia, finalmente. Siamo abituati a leggere di cantieri infiniti, varianti sospette, rincari a carico della collettività. E invece, questa volta, la notizia è un’altra. In via San Prisco, a Nocera Inferiore, 32 alloggi di edilizia residenziale pubblica stanno prendendo forma sotto la regia del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ma non è questo a stupire. A sorprendere è il fatto che, in un’Italia dove troppo spesso l’edilizia pubblica è sinonimo di disservizi e compromessi al ribasso, qui si sceglie di alzare l’asticella.

La giunta comunale ha infatti approvato la perizia di variante impiantistica che introduce una miglioria sostanziale: un nuovo sistema di riscaldamento, raffrescamento e impianto fotovoltaico, più moderno, più efficiente, più sostenibile. Il tutto senza alcun aggravio di spesa per le casse comunali. L’intero extra, 286mila euro, sarà a carico dell’impresa aggiudicataria, la Icg srl di Angri. Avete letto bene: l’impresa investe di tasca propria, per migliorare ciò che aveva promesso in sede di gara.Una svolta? Forse no, ma certo un segnale.Dietro questo piccolo “caso virtuoso” c’è un’operazione amministrativa ben costruita: i tecnici, a partire dal Rup Antonio Cassanese, hanno fatto la loro parte con rigore e competenza; la direzione dei lavori ha dato parere favorevole; la giunta ha approvato all’unanimità, riconoscendo la bontà dell’intervento e la necessità di consolidare standard più alti anche nell’edilizia popolare. Perché efficienza energetica e dignità abitativa non devono restare privilegi per pochi.I dettagli contano.

La nuova soluzione impiantistica, già accompagnata da computi metrici, relazioni tecniche e verbale di nuovi prezzi non modifica il progetto originario, ma lo potenzia. E i tempi restano invariati: consegna prevista il 30 dicembre 2025.Un’anomalia? Forse sì, ma in un Paese dove spesso si fa notizia solo quando tutto va storto, qui si sceglie di raccontare quando qualcosa funziona. Anche per rispetto di quei cittadini che, un domani, quelle case le abiteranno.Per una volta, la variante non è sinonimo di inciucio è progresso. E allora sì, chiediamocelo: e se fosse questa la nuova normalità?