1969-2019, 50 anni con la bandierina sulla luna

Luna non mostri solamente la tua parte migliore
Stai benissimo da sola sai cos’è l’amore
E credi solo nelle stelle
Mangi troppe caramelle, Luna
Luna ti ho vista dappertutto anche in fondo al mare
Ma io lo so che dopo un po’ ti stanchi di girare

E con Gianni Togni rispondiamo ai negazionisti, a quelli che dicono che fu tutta finzione, magari come i lager e l’attentato alle torri gemelle. Onore agli astronauti, ma anche a Tito Stagno e Ruggero Orlando, a Piero Angela ed Enrico Ameri, a tutto quello che verrà dopo, compreso Spazio 1999. Per Neil Armstrong, Mike Collins e Buzz Aldrin, il viaggio verso la Luna iniziò negli alloggi dell’equipaggio, quando i tecnici della Nasa collegarono i caschi alle loro tute isolandoli dal mondo esterno. Era l’alba del 16 luglio 1969. Saliti con l’ascensore lungo i 97 metri di altezza del razzo Saturn V, gli astronauti si lasciarono scivolare attraverso il portello del modulo di comando dell’Apollo 11, denominato Columbia. Armstrong sedeva a sinistra, nel posto del comandante. Collins, pilota del modulo di comando, era sul sedile di destra, mentre Aldrin, pilota del modulo lunare (LEM) Eagle, sedeva al centro. Neil Armstrong
Per i primi tre minuti di volo gli astronauti non videro niente dai finestrini, a causa degli schermi che proteggevano il modulo di comando. Poi poterono ammirare la chiazza blu del cielo trasformarsi nel nero dello spazio. Due ore e mezza dopo il decollo, Apollo 11 puntava dritto verso il nostro satellite, alla velocità di 39000 chilometri orari, grazie alle 100 tonnellate di spinta del propulsore del terzo stadio del Saturn V. Nel corso dei tre giorni di viaggio, la navicella, ancora soggetta all’attrazione terrestre, rallentò la propria corsa fino alla velocità minima di 3 chilometri orari, per poi finalmente essere catturata dalla forza del grande corpo celeste che illumina le nostri notti.

Sono passati 50 anni, ma il richiamo della Luna è più vivo che mai. Alle 22.17 italiane del 20 luglio 1969 l’Apollo 11 portava a termine la prima parte della missione: il modulo lunare toccava il suolo e alle 4.56 il comandante Neil Armstrong diventava il primo uomo a toccare il suolo lunare. Lo seguì a breve il collega Buzz Aldrin, mentre Mike Collins è rimasto in orbita ad aspettare i colleghi per riportarli a Terra.

Quella missione memorabile, durata 21 ore e 36 minuti, ha riportato a Terra le prime rocce lunari, quasi 22 chilogrammi, le prime di una lunga serie che per decenni ha impegnato moltissimi ricercatori, anche italiani. Nel tempo quelle rocce hanno raccontato la storia del nostro satellite, nato dall’impatto catastrofico della Terra con un pianeta delle dimensioni di Marte chiamato Theia. Le 339 foto a colori scattate dagli astronauti dell’Apollo 11 hanno fatto conoscere la Luna come nessuno l’aveva mai vista e, soprattutto, hanno mostrato la Terra che sorgeva all’orizzonte: una piccola sfera azzurra. Concludiamo con la Bertè, dedicando il tutto a Cristoforo Colombo, se non avesse scoperto l’America, altro che Luna.

E la luna bussò alle porte del buio 
“Fammi entrare”, lui rispose di no! 
E la luna bussò dove c’era il silenzio 
ma una voce sguaiata disse 
“Non è più tempo” 
quindi spalancò le finestre del vento 
e se ne andò a cercare un po’ più in là