Progettavano l’uccisione di un carabiniere che indagava sul clan Puca, attivo a Sant’Antimo, arrestati otto esponenti del gruppo criminale. Questo è quanto accertato nel corso delle indagini della Dda partenopea. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita dai carabinieri di Castello di Cisterna. Gli arrestati dovranno rispondere dell’accusa di associazione di tipo mafioso, omicidio ed estorsione aggravati da finalità mafiose, detenzione illegale di armi e traffico di stupefacenti. Nel corso del blitz sono state rinvenute e sequestrate due mitragliatrici uzi e una mitragliatrice m 12, sette pistole semiautomatiche e munizioni. Sono stati inoltre fermati due sodali per estorsione a un panificio e a un imprenditore ed è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare per detenzione di arma da fuoco. Dall’inchiesta emerge una chiara infiltrazione del clan nel tessuto economico nell’area di Napoli Nord. A dimostrarlo estorsioni agli imprenditori, gestione diretta delle attività commerciali ed imposizioni di slot machines. Il capitale accumulato veniva poi reinvestito anche attraverso la fornitura di ingenti partite di droga ai gruppi camorristici attivi nel capoluogo campano e nell’area Nord di Napoli.

