“Parlo solo in presenza del mio avvocato”. Gerardo Baselice, il 60enne paganese ex collaboratore di giustizia, rifiuta di testimoniare contro il clan Fezza-D’Auria Petrosino senza essere assistito dal suo legale di fiducia. Nell’aula collegiale del Tribunale di Nocera Inferiore, Baselice – come richiesto dal pm della Dda, Vincenzo Montemurro – avrebbe dovuto rilasciare testimonianze nel processo Taurania-Revenege contro il clan di Pagani. Baselice, uscito dal programma di protezione, dopo essere scomparso, è stato ritrovato qualche mese fa ed arrestato. L’ex pentito che, secondo le indagini dell’Antimafia, avrebbe avuto insieme a Domenico Califano, il compito di custodire armi e droga per conto del gruppo criminale della Lamia, era pronto a testimoniare in aula. L’udienza è stata, però, rinviata al 15 febbraio a causa di un errore di notifica. Il suo legale, Raffaele Zequila non era presente tra i difensori e l’imputato ha rifiutato di farsi assistere da un avvocato d’ufficio. L’ex collaboratore di giustizia avrebbe già in passato delineato le dinamiche interne del sistema paganese, svelando informazione relative al sodalizio criminale Fezza- D’Auria Petrosino ed alla gestione del mercato della droga sul territorio. L’altra mattina presente in aula anche Andrea De Vivo che, dopo essere stato scarcerato per l’assoluzione dell’omicidio Aziz-Cascetta, è tornato in carcere qualche settimana fa per aver violato alcune prescrizioni domiciliari. Le ultime fasi del Taurania Revenge che, si avvia verso le battute finali, sono state programmate dal Presidente, Raffaele Donnarumma insieme con i legali degli imputati. Il teste verrà sentito nell’udienza del 15 febbraio nonostante in aula abbia ribadito che non dirà “nulla di diverso dai verbali”. Prevista, invece, per il 6 marzo la requisitoria del pm della Dda.
