Il Tribunale del Riesame di Salerno e quello di Napoli rigettano le richieste di libertà per tutti gli indagati.Trova una prima conferma importante l’inchiesta sul clan Loreto-Ridosso di Scafati, alleato con i Cesarano di Castellammare di Stabia, diventati forti anche a Scafati. Gli indagati sono accusati di estorsione a danno di imprenditori, tra cui le sale bingo di Scafati e di Pompei dei fratelli Moxedano (deve essere discussa al riesame di Napoli ancora solo la posizione di Luigi De Martino). Accuse contestate anche di usura, lesioni personali e trasferimento fraudolento di valori. Sono 9 tra boss e gregari dei Cesarano edei Ridosso-Loreto, le persone finite in manette a dicembre nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Salerno su un giro di estorsioni messo in piedi dai due clan nel territorio di Pompei e Scafati e la periferia Nord di Castellammare. In pratica secondo le indagini della Dda i due clan di erano divisi equamente le estorsioni sul territorio. Fondamentali per arrivare alla conclusione dell’inchiesta e agli arresti sono state le dichiarazioni dei fratelli Moxedano, noti imprenditori dell’Area Nord di Napoli. Tra le sedici ordinanze in carcere sono finiti il boss Luigi Di Martino meglio conosciuto come “Giggino ‘ o profeta”, reggente del clan Cesarano, l’altro reggente Nicola Esposito detto o’ mostro, e poi il “colletto bianco” del clan RidossoLoreto, Roberto Cennatiempo, Giovanni Cesarano detto Nicola, Gennaro Ridosso, Luigi Ridosso 1986 e Salvatore Ridosso mentre risulta irreperibile Fiorentino Di Meglio. A gli arresti domiciliari invece erano finiti Francesco paolo D’Aniello, Alfonso Morello, Vincenzo Pisacane e Dariuccio Spinelli. Misure interdittive invece per Giacomo Casciello, Giovanni Immediato e Mario Sabatino.

