Nola, caos ospedale. De Luca: “Licenziamento immediato dei responsabili”

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Avvio immediato delle procedure di licenziamento dei responsabili del Pronto Soccorso e del presidio ospedaliero di Nola. Lo ha chiesto il presidente della Regione Vincenzo De Luca, che questa mattina ha convocato tutti i responsabili delle Asl e delle aziende ospedaliere della Campania.

Pur riconoscendo la situazione di straordinaria emergenza venutasi a creare in considerazione di una serie di circostanze – l’afflusso di 500 pazienti in una sola nottata in un ospedale che dispone di 100 posti letto, le giornate festive che hanno sospeso le prestazioni dei medici di medicina generale da giovedì 5 gennaio, il blocco di una condotta idrica all’esterno del presidio a causa delle condizioni meteo – è stata tuttavia giudicata “inaccettabile e vergognosa” la situazione verificatasi, “della quale peraltro nessuno è stato tempestivamente informato”.

Numeri eccezionali, quelli relativi alle criticità della scorsa notte, per quanto non del tutto corrispondenti ad emergenze effettive. Il 90% dei pazienti che si sono rivolti al Pronto soccorso è stato dimesso, a conferma del fatto che il ricorso alla struttura ospedaliera è stato in gran parte indotto dalla chiusura degli studi medici.

Anche in considerazione di questo aspetto, si è deciso di dar vita a postazioni straordinarie di continuità assistenziale nei presidi con Pronto soccorso di maggiore afflusso, con il coinvolgimento di medici territoriali.

“Auspico – ha dichiarato il Presidente De Luca – che questo episodio non offuschi il lavoro straordinario che è in atto, con l’impegno di centinaia di medici, infermieri e funzionari amministrativi, per la riorganizzazione della sanità campana. Abbiamo registrato in questi mesi, già risultati di straordinario valore sul piano organizzativo e dei livelli essenziali di assistenza (LEA). Auspichiamo che il superamento di commissari esterni alla Campania ci consenta di evitare ulteriori processi di burocratizzazione che finiscono per complicare i problemi e ritardare le soluzioni”.