La sua ultima battaglia è stata per la radioterapia, per un servizio che desiderava fosse migliore. Ma non solo per lui, quanto per tante persone che avevano bisogno di quelle cure e che non avevano la possibilità di spostarsi, raggiungendo mete lontane. Ha combattuto una battaglia durissima, quella della malattia, con la stessa grinta, la stessa energia avuta nel mondo della politica.
Si è spento oggi nella sua abitazione Domenico Ferraioli, meglio conosciuto come “Mimì ‘o maomista”. 58 anni, Mimì è stato uno storico attivista della città di Pagani, sempre al fianco delle fasce più deboli. C’è chi lo ha definito “un rivoluzionario ma con un forte senso di rispetto nei confronti di tutti”, “un poeta-giullare dell’impegno civile: profondo e leggero”. Si è schierato sempre dalla parte dei lavoratori, battendosi per loro e con loro nei casi della Cirio e della Fatme, voleva che il monastero della Purità fosse un bene a disposizione della sua città, Pagani, e non esitò insieme ad altri ad occuparlo negli anni settanta. Storico l’impegno in Democrazia Proletaria, storica la vicinanza agli altri movimenti attivi nella società civile. Mimì da un po’ aveva intrapreso una delle battaglie forse più difficili della sua vita, la malattia. Una malattia che lo ha visto viaggiare spesso ad Agropoli per usufruire di quel servizio di radioterapia che a Pagani non c’era. E anche in quel caso, l’attivismo. Con lui, sua figlia Luna, che di lui ha ereditato la stessa tenacia, la stessa grinta, la stessa passione per la politica e la vicinanza alle fasce più deboli. Tanti i messaggi di affetto e stima che stanno giungendo in queste ore alla famiglia Ferraioli, sia dai suoi compagni di partito che dagli altri gruppi, tra i quali Spazio Aperto (di cui sua figlia Luna è esponente di spicco).
I funerali si terranno domani pomeriggio, 29 dicembre, alle ore 15.30 alla Basilica di Sant’Alfonso, di cui era devotissimo.
Alla famiglia le più sentite condoglianze dalla redazione di mn24.it

