Natale, ecco perché al cenone si mangia il capitone

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A Napoli nominarlo significa associarlo ai cenoni di Natale e di Capodanno. È presente addirittura nella smorfia napoletana col numero 32.

Il capitone, femmina dell’anguilla, tra gioie e indifferenza di persone a cui piace o meno, stasera regnerà sovrano sulle tavole di gran parte degli italiani. Nel pomeriggio si inizierà la battaglia per tagliarlo a fette. A Napoli la tradizione vuole che “ ‘o capiton adda murì nd’a tiell (il capitone deve morire e cuocersi nella padella)”, e questo per un significato che forse non tutti conoscono.

Il capitone a Natale per i napoletani non può assolutamente mancare (nonostante i prezzi quasi proibitivi, circa 30 euro al kg). Esso è molto simile al serpente, che nella tradizione cristiana rappresenta il maligno. Fu il serpente, come si legge nella Genesi, che tentò Eva, condannando a morte l’umanità.

Se il Natale significa “Nascita di Gesù” e quindi del “Salvatore del Mondo e di colui che dona la vita eterna”, far morire il capitone e mangiarlo alla vigilia di Natale porta bene. Significa uccidere il serpente colpevole dei mali dell’umanità.

Semplice superstizione religiosa? A Napoli in molti forse questa storia non la ricordano più. Eppure, da ieri sera a Mergellina fino a stamattina nelle pescherie di tutta la Campania è guerra per accaparrarsi il capitone…migliore.