Ucciso in un conflitto a fuoco in Italia il killer di Berlino

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Ucciso in un conflitto a fuoco con la polizia Anis Amri, il tunisino coinvolto nella strage di Berlino. Secondo le prime ricostruzioni, Amri sarebbe arrivato a Milano dalla Francia. Il percorso è stato ricostruito grazie ad alcuni biglietti delle ferrovie francesi che aveva nella tasca. L’uomo avrebbe poi viaggiato da Chambery fino a Torino. Da qui avrebbe poi raggiunto la stazione centrale di Milano, spostandosi in seguito verso Sesto San Giovanni, dove ha incrociato gli agenti del commissariato locale. Alla richiesta del capopattuglia di mostrare i documenti, l’uomo avrebbe estratto dallo zaino una pistola calibro 22, colpendo uno degli agenti alla spalla. Gli agenti hanno risposto al fuoco, uccidendolo. A confermare la circostanza che fosse lui l’attentatore di Berlino il Ministro degli Interni, Marco Minniti e gli esperti dell’antiterrorismo della Digos di Milano. Il riconoscimento del cadavere, in assenza di documenti, è avvenuto grazie ai dati della misura del volto e al successivo rilievo delle impronte digitali. Gli investigatori stanno lavorando per capire se la pistola usata per sparare è la stessa utilizzata per rubare il camion con cui è stato compiuto l’attentato in Germania.