Cava de’ Tirreni. In corteo per riaprire il reparto di Ginecologia

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Erano in tanti, circa 400 cavesi, quelli che ieri hanno attraversato il corso di Cava in corteo per chiedere a gran voce la riapertura di Ginecologia e Ostetricia. Dopo l’assemblea pubblica in Piazza Duomo, i rappresentanti hanno raggiunto l’Ospedale, dove hanno attaccato un manifesto alla porta del reparto di Ginecologia e Ostetricia “Il popolo cavese continua la battaglia per la riapertura del reparto”, C’è stato anche un confronto col Direttore Generale del Ruggi Nicola Cantone.  “Davanti alle nostre osservazioni – scrivono dal comitato Diritto alla Salute per Cava –  legate all’assenza dell’ambulatorio ginecologico che avrebbe dovuto insediarsi a Cava da tempo, alla possibilità di riaprire Ginecologia nella nostra città o dell’eventuale creazione di una “casa del parto”, alle evidenti mancanze strutturali e igieniche del reparto di Salerno, dell’assoluta illogicità della chiusura di Cava e Mercato San Severino senza alcun potenziamento altrove, il Direttore Generale si è limitato a rispondere che non avrebbe il numero adatto dei lavoratori per aprire il nostro reparto e che “per Cava si è fatto il massimo”, che “in futuro si vedrà per un’eventuale sperimentazione della casa del parto””. “E’ chiaro – aggiungono – che l’idea di sanità pubblica che ha in testa il Governatore De Luca e il Governo nazionale a guida Partito Democratico vede un progressivo smantellamento dell’assistenza sanitaria pubblica a beneficio del privato e del privato convenzionato. Il settore privato convenzionato, infatti, apre alla classe politica regionale e locale la possibilità di creare enormi clientele elettorali (basta ascoltare le ultime registrazioni dei discorsi di De Luca prima del voto del 4 Dicembre) e di aprire ad un modo completamente diverso di fare sanità, completamente slegato dagli standard sanitari e lavorativi cui invece il settore pubblico resta legato e che da sempre sono per noi stati sinonimo di garanzia”.