Un salvataggio in extremis. Non passa la mozione di sfiducia. Solo una settimana fa l’amministrazione Boriello sembrava avere le ore contate, con 13 consiglieri pronti a sfiduciarlo (compresi i dissidenti di Forza Italia). Ed invece, con un’abile mossa, consistente nel rimpasto della giunta – dopo le dimissioni in blocco dei 7 assessori – il primo cittadino ha fatto salva la maggioranza. Decisivo, al momento della votazione, il passo indietro di Mirabella, Caldarola, Abilitato e Brancaccio.
Emblematiche le parole pronunciate da Borriello in Consiglio. “In questi giorni non abbiamo dato una bella immagine ai nostri concittadini. Abbiamo dato un’immagine di una politica scialba e non forte. Ho deciso di andare avanti per una responsabilità che ho cercato io. Ho iniziato con una maggioranza di 16 consiglieri, numeri risicati e ne ero ben cosciente. Nonostante questo abbiamo raggiunto risultati importanti: questa non è la stessa città di due anni e mezzo fa. E si farà ancora tanto. Dopo 50 anni abbiamo un piano per i Mulini Marzoli, a breve ci sarà il completamento della parallela alla via Nazionale. E questo ci è stato riconosciuto dai cittadini. Se un’Amministrazione deve andare a casa, ciò deve avvenire in Consiglio ed è inutile tirare qualche consigliere per la giacca per costringerlo a mettere una firma”.
Al momento della votazione, in 15 (Abilitato, Caldarola, Mirabella, Trieste, De Carlo, Palomba, Guarino, Cuciniello, Bello, Guida, Capuani, Gentile, Brancaccio, Borriello, Gaglione) hanno confermato la fiducia a Borriello.

