Litigio con tanto di pugno al volto: è stato condannato a dieci mesi – con pena sospesa – l’ex vice presidente dell’Angri calcio, Aniello Cerchia. L’episodio risale al 2010, periodo nel quale la stessa squadra attraversava un periodo non facile, tra campionato e bilanci. Motivo del litigio l’aver fatto giocare alcuni calciatori del gruppo juniores in un match decisivo per la salvezza. Cerchia si incontrò in strada con Daniele Selvino, avvocato e giornalista con il ruolo di comunicazione per la società. Tra i due scoppiò una discussione che degenerò in poco tempo, con un violento schiaffo sferrato da Cerchia al suo interlocutore. Selvino dovette ricorrere ad una visita in ospedale, a Nocera Inferiore, per un problema riportato alla mandibola con conseguente frattura. «Il confronto si animò e poi ci fu il litigio, ma non ho una indole violenta», spiegò al processo Cerchia. L’uomo chiese scusa anche prima del procedimento penale, fortemente risentito e rammaricato per l’episodio e chiarendo di non aver mai avuto atteggiamenti simili in tutta la sua vita. Nella sentenza di condanna a 10 mesi, il tribunale ha riconosciuto la straordinarietà e il carattere episodico della circostanza, riconoscendo all’imputato il beneficio della sospensione condizionale della pena. L’ex presidente dell’Angri calcio era difeso dall’avvocato Antonio Raiola

