Indagine per voto di scambio: nel mirino il governatore Vincenzo De Luca

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C’è una ipotesi di reato, istigazione al voto di scambio, nel fascicolo aperto dalla Procura di Napoli sulle dichiarazioni espresse dal governatore della Campania, Vincenzo de Luca, nel corso di un incontro del 15 novembre scorso nell’hotel Ramada a Napoli con circa 300 amministratori locali. In quella sede, l’ex sindaco di Salerno chiedeva di darsi da fare per far votare sì al referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre. La Procura il 24 novembre aveva aperto un fascicolo senza ipotesi di reato.

Nel corso dell’incontro con gli amministratori, De Luca incoraggiò i sindaci ad inviare fax nei quali indicare i voti ‘conquistati’ e invitò anche ad offrire fritture di pesce piuttosto che gite in barca pur di convincere gli elettori. L’invito «a non fare i fessi», ma anche «a mandare i fax con i numeri dei voti per il sì» dai rispettivi municipi. Poi: l’appello a rimanere uniti, di fronte a un governo con il quale c’è un’interlocuzione vantaggiosa, per la quale saranno investiti milioni in Campania e ancora l’esortazione «ad andare porta a porta e a segnalare i voti raccolti per il sì» in vista del quattro dicembre, il giorno del referendum costituzionale.

Elementi, questi, che hanno spinto i magistrati partenopei a verbalizzare diverse testimonianze, tentando di fare chiarezza sulla vicenda. L’inchiesta è condotta dal pool guidato dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino, al lavoro il pm Stefania Buda, che due giorni fa ha dato inizio a una serie di convocazioni, come il portavoce portavoce ufficiale del governatore della Campania, il giornalista Paolo Russo, ascoltato come persona informata sui fatti. L’audio di quell’incontro si diffuse a macchia d’olio sul web. Ad un punto del discorso, il governatore invitava a “fare clientela” (prendendo come esempio il sindaco cilentano Franco Alfieri, ironicamente indicato come un campione di clientele), magari offrendo «fritture di pesce» o «gite in barca» ai propri elettori. Nell’altra parte del discorso, invece, De Luca aggiunse: «Per la prima volta qui in Campania useremo i fondi europei anche per gli studi professionali». Poi: «Ci sono 400 laboratori sono tanti voti, mandatemi fax con numeri realistici dei voti per il Sì. Fate il porta a porta e non pensate ad altro”». Uno degli elementi al vaglio degli investigatori , che rientra nell’ipotesi investigava del pool partenopeo, è il ruolo che lo stesso De Luca rivestirà da qui a breve, come commissario alla sanità. Con riferimenti fatti proprio durante quell’incontro, ora finito sotto la lente d’ingrandimento della magistratura