La vittoria del NO: la grande sconfitta del Governatore. Bocciato anche il figlio Piero

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L’uomo più vicino a Matteo Renzi in Campania, la figura politica più forte della prima Regione del Sud, Vincenzo De Luca perde su tutto il fronte. La vittoria del No fa registrare la prima vera sconfitta politica del Governatore; una debacle forse anche più dura di quella del 2010 alle Regionali contro Stefano Caldoro. Dalla Regione Campania al Comune di Salerno dove, appena qualche mese fa, il sindaco Vincenzo Napoli aveva ottenuto oltre il 70%.

Il Governatore, che aveva accompagnato Renzi in tutta la campagna elettorale, deve registrare una pesante sconfitta da Napoli a Salerno. I risultati bulgari delle primarie del Pd sono ormai un miraggio.

I dati sono chiari: il No ha vinto con quasi il 70% in Campania, con il 58% a Salerno e con il 60% anche ad Agropoli, la città finita al centro delle polemiche per le “fritture di pesce” del primo cittadino Franco Alfieri.

Una campagna referendaria che, sul piano politico, ridimensiona De Luca ma soprattutto il figlio Piero. Il giovane rampollo del Governatore, capo del comitato del Sì in regione, da mesi proiettato in Parlamento, è stato “bocciato” dai territori. Facile ipotizzare che possano saltare molte teste nei prossimi giorni, in particolare nella sua Provincia e nell’Agro, territorio a nord di Salerno sul quale De Luca puntava per lanciare il figlio in Parlamento.

Saranno riviste le alleanze. E quei gruppi politici (rappresentati da esponenti della destra di Edmondo Cirielli) che negli ultimi mesi sono passati alla sua corte, potrebbero adesso essere ridimensionati.

Preoccupazione anche per il Presidente della Provincia, Giuseppe Canfora. Sarno, città che lo stesso Canfora amministra da primo cittadino, ha fatto registrare la vittoria del No con il 63%. L’unica città dell’Agro che ha visto De Luca partecipare ad una manifestazione pubblica in sostegno del Sì.