Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta ha individuato 24 lavoratori in “nero”, con contestuale violazioni ambientali legate allo smaltimento di rifiuti industriali. A finire sotto sequestro quattro laboratori e l’aver verbalizzato il mancato rispetto della normativa sulla sicurezza e salute negli ambienti di lavoro. I controlli delle fiamme gialle si stanno concentrando da tempo sulle attività illecite che caratterizzano lo smaltimento di rifiuti industriali nella zona della “Terra dei Fuochi”. A Lusciano, in un calzaturificio, i finanzieri hanno individuato un locale edificato abusivamente, adiacente all’opificio principale e accessibile attraverso una parete amovibile, destinato all’assemblaggio delle calzature tramite l’utilizzo di colle e solventi altamente tossici, in assenza dei necessari sistemi di aerazione e filtraggio. All’interno sono stati trovati 2 lavoratori irregolarmente assunti. La titolare dell’azienda, un’italiana di Aversa (S.C. di 52 anni), è stata denunciata alla procura mentre i locali e le attrezzature industriali utilizzate per la produzione sono stati posti sotto sequestro penale, viste anche le gravi irregolarità rilevate in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e ambientale.
A Sant’Arpino, invece, presso i locali di un’azienda attiva nel settore del confezionamento di abiti da uomo gestita da un cittadino pakistano domiciliato in Casandrino, in provincia di Napoli, (A.R. di 58 anni), su 31 lavoratori identificati al momento dell’intervento ben 16 erano “in nero”. Anche in questa circostanza sono emerse irregolarità nello smaltimento dei rifiuti industriali, nonché violazioni alla normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e pertanto l’azienda, composta da un locale di 400 metri quadri, è stata sottoposta a sequestro penale e il titolare segnalato all’autorità giudiziaria. Altre due fabbriche di abbigliamento ricavate in locali di pertinenza di un condominio composto da civili abitazioni, sono state individuate sempre a Sant’Arpino e gestite da altri due cittadini pakistani (A.W. di anni 30 e H.S. di anni 43) residenti in Sant’Arpino, provincia di Caserta e Grumo Nevano, provincia di Napoli.
All’arrivo dei militari i lavoratori erano impegnati sulle macchine cucitrici e stiratrici 13 lavoratori, di cui 6 totalmente “in nero”. Nell’occasione 3 lavoratori stranieri risultati irregolari sul territorio nazionale alla vista dei finanzieri hanno tentato di dileguarsi dandosi alla fuga. Anche in questo caso i locali ispezionati sono risultati inadatti dal punto di vista della sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro e pertanto sono stati sequestrati penalmente. E’ stata accertata inoltre l’irregolarità nello smaltimento dei rifiuti industriali prodotti. Rinvenuti anche circa 100 chili di residui delle lavorazioni tessili pronti per essere irregolarmente smaltiti nelle campagne circostanti. I titolari delle due aziende sono stati deferiti alla procura per impiego di manodopera clandestina e irregolarità nella gestione dei rifiuti industriali. Tutte le attività in questione sono state condotte in collaborazione con il personale specializzato dell’Asl – Unità operativa Luoghi di Lavoro di Aversa – che ha provveduto ad effettuare specifici accertamenti in materia di sicurezza e igiene negli ambienti lavorativi.

