È stato un volto noto anche in Campania, per aver ricoperto la carica di direttore generale – ma di fatto considerato socio occulto del club – del Sapri. Era la stagione 2004/05. Proprio con i biancocelesti la sua ultima avventura nel mondo del calcio, prima di tornare ad occuparsi a tempo pieno degli affari del clan. È finito in manette – dopo anni di latitanza – Marcello Pesce, 52 anni, capo clan dell’omonima cosca, meglio conosciuto come “u ballerinu”. Su di lui pendeva una condanna – rimediata in secondo grado – a 16 anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso. Gli agenti della Mobile lo hanno scoperto in un appartamento nel centro di Rosarno. Era protetto da due fiancheggiatori, arrestati per favoreggiamento.
Più volte, nel corso degli ultimi anni, polizia e carabinieri sono stati sul punto di stringergli le manette ai polsi, scoprendo nelle campagne rosarnesi i bunker utilizzati dal latitante.
Nel corso della sua latitanza, Pesce – secondo quanto poi riferito nel processo dal suo ex avvocato, Vittorio Pisani, arrestato e condannato a 4 anni e mezzo – avrebbe tentato di costruirsi prove false per provare la sua povertà, in modo da eludere i provvedimenti di sequestro disposti dall’Autorità Giudiziaria.
Anche il calcio tra gli affari della cosca. Nella stagione 2001/02 condusse la Libertas Rosarno in serie D, poi rilevò la Nuova Rosarnese, che in due anni passò dalla Promozione all’Interregionale. Nel 2005, in qualità di direttore generale della Rosarnese, presenziò all’inaugurazione del nuovo manto in sintetivo del Giovanni Paolo II di Rosarno, con tanto di intervista rilasciata alla Rai.
Nella stagione 2004/2005 lasciò la Rosarnese per approdare al Sapri, in serie D. La società degli spigolatori nel 2001 fu anche sottoposta a sequestro nell’ambito della maxi operazione antimafia “All Clean”, proprio perché riconducibile al boss Pesce, ritenuto dall’accusa il socio occulto del club. Anche la Federcalcio ha aperto un’inchiesta.
Dopo Sapri, l’addio al calcio, nonostante voci insistenti lo dessero in procinto di assumere un incarico nella società del Cosenza.

