Pagani. Omicidio Aziz-Cascetta. La procura chiede l’ergastolo per i killer

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Duplice omicidio di camorra: la procura chiede l’ergastolo per Andrea De Vivo, Francesco Fezza e Vincenzo Confessore. I tre, ristretti al 41 bis e ritenuti organici al clan Fezza – Petrosino D’Auria, sono accusati di aver ucciso il tunisino Mohammed Abdel Aziz e l’amico, estraneo ai fatti, Sandro Cascetta. La richiesta è stata avanzata ieri dalla procura generale nella sua requisitoria: sullo sfondo l’agguato consumato a Pagani nell’estate del 2008. Seppur la Cassazione avesse deciso di annullare una prima sentenza di ergastolo, con rinnovo del dibattimento, la procura ritiene che l’impianto accusatorio sia più che valido per confermare la condanna del carcere a vita. Il 30 novembre e il 2 dicembre sarà la volta delle arringhe dei legali difensori. La richiesta dell’ergastolo era stata preceduta dall’esame del pentito Domenico Califano, che con le sue dichiarazioni aveva spiegato e illustrato le dinamiche dell’agguato. Aziz fu trucidato con 24 colpi di pistola. Stando alle indagini dell’Antimafia, aveva dato segni di ribellione al monopolio della gestione della droga in mano al clan. In quell’occasione morì anche l’amico dell’ex pugile, Sandro Cascetta, colpito da un unico proiettile al polmone.

Quel commando, secondo quella stessa sentenza di ergastolo “rivista” dalla Cassazione, era composto da Vincenzo Confessore, Andrea De Vivo e Francesco Fezza, ritenuti – secondo il decreto che ne dispose poi il carcere duro – «elementi di riferimento di una nuova leva di camorristi, in grado di ricoprire ruoli operativi di rilievo strategico per l’organizzazione». Quell’organizzazione altro non era che il clan camorristico operante a Pagani, facente capo a Petrosino D’Auria e Tommaso Fezza. L’omicidio fu definito come uno dei delitti più «significativi dell’attivismo del clan». Il tutto avvenne in piazza Corpo di Cristo a Pagani. Nel collegio difensivo gli avvocati Teresa Sorrentino, Luigi Calabrese, Giuseppe Della Monica e Domenico Ducci