Erano accusati di aver sospeso un dirigente del Comune basandosi su di un “falso presupposto”: ma il giudice ha deciso di archiviare il caso. Si chiude così il procedimento nei confronti dell’ex commissione prefettizia di Pagani (Gabriella Tramonti, Laura Cassio e Salvatore Carli) finiti formalmente indagati dalla procura di Nocera Inferiore in seguito alla denuncia sporta dall’ex responsabile del settore tecnico, Bonaventura Tramontano. La commissione, che si insediò dopo lo scioglimento per camorra del Comune scaturito dall’indagine della Dda “Linea d’ombra” nel 2012, decise per la sospensione di Tramontano, che aveva riportato una condanna in primo grado giunta in seguito ad un presunto rilascio di un permesso a costruire, ritenuto illegittimo. L’episodio si legava ad un processo su di una presunta lottizzazione abusiva, la cui indagine fu ribattezzata “Pagani Center”. Nel presentare opposizione ad una prima richiesta di archiviazione, Tramontano riferì che la sua sospensione si basava su di un “falso presupposto”, dato che non fu lui a rilasciare il permesso, essendo operativo presso altro ufficio. Inoltre, aggiunse in memoria, l’accusa che lo riguardava non era legata a quel permesso, ma ad un’attività di sollecito esercitata al segretario della commissione edilizia.
Nell’archiviare la posizione della commissione prefettizia, il gip Paolo Valiante ha specificato che quanto deciso dai commissari non fu scelta “arbitraria” o dettata da “malevola interpretazione”, ma solo la “trasposizione più o meno fedele, non fosse che per una inesattezza circa la qualifica rivestita da Tramontano al momento dei fatti – della sostanza delle accuse che gli venivano mosse secondo quanto ricavabile dagli atti giudiziari in quel momento disponibili”. “La delibera in questione – conclude il gip – non aveva la funzione di attestare la conformità al vero dei fatti eventualmente attribuiti a Tramontano, ma più semplicemente la conformità al vero di quanto emerso dall’esame degli atti del procedimento penale a carico dello stesso“

