Nocera. “Ricordo di aver bevuto una cosa, poi più nulla”. Il racconto del barista sull’incidente

Al termine dell'interrogatorio, il gip ha disposto per il 31enne la misura degli arresti domiciliari

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«Avevo bevuto qualcosa quella sera, prima di tornare a casa». Poche parole quelle pronunciate al giudice da Biagio Annunziata, il 31enne barista di San Marzano sul Sarno accusato di omicidio stradale, ora in un letto del reparto detenuti dell’ospedale Ruggi di Salerno. Nel tornare a casa, intorno alle 3 di notte di venerdì scorso, il giovane aveva investito uccidendo sul colpo Giuseppe De Prisco, fabbro in pensione di 74 anni, ferendo gravemente il figlio Giovanni, di 50 anni, due carabinieri (il primo operato per la rottura del crociato, il secondo interessato da una lussazione al braccio) e una donna. Assistito dall’avvocato Vincenzo Calabrese, il 31enne ha raccontato gli ultimi istanti prima dello schianto al gip del tribunale di Nocera Inferiore, Alfonso Scermino: «Avevo lavorato fino alle 2 di notte, più o meno, poi sono andato a bere qualcosa con un’amica. Dopo mi sono messo in auto per tornare a casa. Da lì, non ricordo più nulla». Il seguito è invece ben chiaro al sostituto procuratore Roberto Lenza, titolare dell’indagine. Al termine dell’interrogatorio, il gip ha disposto la misura degli arresti domiciliari per il giovane dipendente di un noto bar a Nocera Inferiore. Surreali i contorni della dinamica legata all’incidente mortale di venerdì scorso. Il 74enne era sceso in strada, con il figlio, dopo che due giovani lo avevano avvisato di aver tamponato, con la propria auto, la sua automobile parcheggiata in sosta, a via Napoli. Sul posto erano giunti anche i carabinieri per ricostruire la dinamica ed effettuare i primi rilievi, quando poco dopo è arrivato a tutta velocità Annunziata, a bordo della sua auto, una Lancia Y. L’impatto è stato micidiale. Da quanto raccolto dalla polizia stradale di Angri, il livello del tasso alcolemico del 31enne era nettamente superiore rispetto alla soglia consentita. Se il carabiniere operato è rientrato in servizio, non vale lo stesso per il figlio della vittima, Giovanni De Prisco. Ricoverato nel reparto di neurochirurgia, è stato operato per una lesione midollare completa. Rischia danni permanenti agli arti inferiori.

da Il Mattino