Nessuna rivalutazione per le prestazioni Inail. La variazione dell’inflazione calcolata dall’Istat è stata negativa e ciò non produce alcun aggiornamento dei valori delle indennità e rendite dovute per infortuni e malattie professionali nei settori industria, compreso quello marittimo, agricoltura e per medici radiologi e tecnici sanitari di radiologia autonomi. A spiegarlo è l’Inail nella circolare n. 37/2016 precisando che quest’anno, a differenza del passato, non arriverà agli interessati alcuna comunicazione con i dettagli della riliquidazione e relativo conguaglio in quanto non esistenti (moduli 170/I e 171/I).
Inflazione negativa. Il sistema di rivalutazione dell’Inail (in vigore dall’anno 2000, per effetto dell’art. 11 del dlgs n. 38/2000) prevede due operazioni: con la prima, ogni anno a partire dal 1° luglio, è rivalutata all’indice d’inflazione Istat la retribuzione di riferimento per la liquidazione delle rendite; la secondo operazione, invece, si applica, comprendendo la prima, se e nell’anno in cui si verifica una variazione retributiva non inferiore al 10% rispetto all’ultima rivalutazione. Per l’anno in corso, spiega l’Inail, non è intervenuta la predetta variazione retributiva minima; inoltre, per l’anno 2015 l’Istat ha registrato una variazione percentuale negativa del tasso d’inflazione (-0,1%), il che avrebbe comportato un adeguamento in negativo delle prestazioni. Ciò, tuttavia, è stato scongiurato dalla legge di Stabilità 2016 che, per questi casi, ha previsto che il tasso di adeguamento (rivalutazione) non può mai risultare inferiore a zero. In virtù di tale norma di salvaguardia, sono stati confermati, a partire dal 1° luglio 2016, gli importi delle prestazioni economiche per infortunio e malattia professionale, di tutti i settori, negli stessi valori aventi decorrenza 1° luglio 2015. Con la conseguenza quindi che, a differenza degli anni precedenti, non sono previste operazioni di riliquidazione delle prestazioni in corso. I nuovi valori hanno effetto sul periodo dal 1° luglio 2016 al 30 giugno 2017.
da “Italia Oggi”

