di Antonino Ianniello
‘L’arte non deve essere bellissima, l’arte deve farti provare qualcosa’ questa la frase o il concetto che accompagnerà questa Seconda edizione della Biennale d’Arte Contemporanea di Salerno che sarà inaugurata il 15 ottobre per chiudere i battenti (salvo proroghe, poiché vicinissima alla altrettanto famosa ‘Luci d’Artista’) il 20 di novembre. La rassegna d’arte, ideata e curata da ‘Salerno in Arte’, cioè dai due degli artisti salernitani più richiesti, sia nell’ambito nazionale che internazionale: Olga Marciano e Giuseppe Gorga, avrà quale tema di fondo: ‘Bambini traditi’. Una Biennale che, quest’anno, si snoderà in tre delle antichissime strutture del centro storico salernitano: a Palazzo Fruscione, (tredicesimo secolo) già abituale sede della Rassegna, Palazzo Genovese (struttura del 1600) a Largo Campo, e per la Cerimonia di Premiazione ci si avvarrà del Complesso Monumentale di Santa Sofia (decimo secolo). Ma facciamo un passo indietro: durante il periodo estivo-autunnale di quest’anno, vi è stato un filo rosso che ha congiunto le diverse mostre d’arte, organizzate a Salerno, nell’entroterra ed in Costiera Amalfitana dagli artisti curatori dell’grande evento d’arte. La ‘connessione artistica’ aveva, infatti, un nome ben preciso, quasi a presentazione del grande appuntamento d’ottobre: ‘Waiting for the Biennale’. Questa si è rivelata un’operazione di marketing perfetta. I due curatori, Olga Marciano e Giuseppe Gorga, hanno messo in piedi, in maniera perfetta, lo ‘spot promozionale’ ottenendo con successo (quale risultato) la promozione della Biennale d’Arte Contemporanea 2016. Possiamo dire, dunque, che il più grande evento d’arte e culturale della città di Salerno e sicuramente dell’intera Campania, si è messo definitivamente in moto, dopo aver scaldato motori, effettuato il ‘warm up’ e giri di riscaldamento sulla pista. Della ‘Biennale d’Arte Contemporanea di Salerno 2016 – dopo quella d’esordio di due anni fa – se ne è parlato durante la conferenza stampa di presentazione. Al tavolo dei relatori, insieme ai curatori della Biennale, che hanno egregiamente fatto cenno all’importanza dell’evento, parlato di un programma ancora più ricco e di partenariati nuovissimi, che modificano la parabola ascendente della Biennale … con tutti gli eventi collegati ad essa, erano presenti il Sindaco Vincenzo Napoli, l’Assessore al Bilancio ed allo Sviluppo Roberto De Luca ed Ermanno Guerra, Presidente della Commissione Cultura.
Anche quest’anno, però, tra le diverse ‘Sezioni’, Gorga e Marciano, curatori ed ideatori dell’evento d’arte per eccellenza, annovereranno (tra quelli invitati, i partecipanti, ‘Contemporanea Giovani’ insieme all’Accademia di Belle Arti di Foggia e con l’acclamato format ‘Artisti in Quarantena’) una miriade di artisti provenienti da ogni nazionalità. È inutile nasconderselo: la Biennale di Salerno, che d’improvviso si colloca (sia per qualità che per competenza), subito dopo quella di Venezia. Una realtà venuta fuori, due anni fa, con decisione, determinazione e molta convinzione. Senza dubbio, la manifestazione artistica, voluta da ‘Salerno in Arte’, rappresenta una sorta di riscatto immenso per il Sud dei Sud. Una manifestazione che è stata definitivamente resa istituzionale nel 2014, dall’attuale Governatore Vincenzo De Luca, all’epoca Sindaco di Salerno. Oggi, di fatto, la ‘voce’ Biennale rientra negli appuntamenti importanti dell’ ‘Agenda amministrativa’ del Comune capoluogo di provincia.
«La Biennale d’esordio – racconta Gorga – fece contare, nei due mesi di apertura, oltre 20mila presenze: tra italiani e stranieri. Nel 2014 vi fu una proroga della Biennale fino a gennaio, avemmo più tempo ma una grossa soddisfazione. Stavolta, alla seconda edizione, il lavoro è ancora più arduo, dovremo pensare solo che necessiterà migliorarsi e cercare di superare i numeri, anche se di poco. Dare qualità ed essere quasi perfetti nell’organizzazione. L’obiettivo, però, è superare i dati della prima edizione ed aumentare (ovviamente in proporzione) in un mese d’apertura, le affluenze, la qualità delle opere e degli artisti.»
Quest’anno, « … nell’anno delle ‘verità e dei riscontri’», come ricorda la Marciano, la Biennale avrà due nuovi partners: l’Istituto Universitario Digitale Animazione & Videogiochi (IUDAV), grazie all’ apporto di Carlo Cuomo, responsabile didattico dello Iudav e di Michele Citro, docente marketing e comunicazione dello stesso istituto, oltre che Presidente della Casa Editrice ‘Il Paguro’. Vi sarà, poi, grazie ad Imma Battista, anche la partnership del Conservatorio di Musica di Salerno ‘Giuseppe Martucci’ del quale è direttore.
«La nostra presenza – dichiara con aplomb Imma Battista – quali partner della Biennale d’Arte Contemporanea, in questa sua seconda edizione, potrà certamente aprire le porte e favorire nuovi panorami. La III Edizione della Biennale (quella del 2018 n.d.r.) ospiterà, di fatto, una sezione dedicata alle ‘installazioni musicali’, sculture sonore che riassumono lo spazio artistico sintetizzando il concetto di astratto e di concreto.»
Ad Olga Marciano, poliedrica ed ammirata artista, la conclusione: «Noi riteniamo d’essere semplicemente dei cittadini, che hanno offerto un contributo, come tanti altri, per l’arricchimento del panorama di eventi internazionali nella Città di Salerno. Vorrei sottolineare una cosa: questa seconda edizione rappresenta il momento della ‘verità’, quella seria e doverosa nei confronti di tutti: degli artisti partecipanti, che ci hanno seguito con fiducia, dell’Amministrazione comunale, che ci ha aperto gli spazi cittadini e dei moltissimi visitatori. I princìpi e le regole, che ispirano fin dall’inizio l’organizzazione dell’evento artistico, sono stati la trasparenza, la meritocrazia e la passione. Regole fondamentali come quelle delle decisioni, che sono state ispirate all’ innovazione e ricerca. Tecnica, creatività, concettualità, sperimentazione, ricerca, innovazione, emozione … questi i criteri che hanno ispirato la lunghissima selezione degli Artisti, senza mai dimenticare la tradizione e la storicità. Il visitatore, poi, dovrà trovare qualcosa che lo disorienti, a volte addirittura qualcosa che lo potrà infastidire, insomma, non dovrà trovare nulla di scontato».
I curatori dell’evento, comunque, saranno all’altezza del compito. Alla fine, quando tutto sarà finito e la Biennale conclusa, quando dichiareranno i numeri ufficiali, verrà fuori un dato che sorprenderà ancora tutto e tutti. Sarà bissato e doppiato il successo del 2014 … le opere sono di una bellezza unica ed è utile ricordare che di Biennale d’Arte Contemporanea, dopo i continui attacchi e confusione da parte di pseudo curatori … ve ne è una sola quella Istituzionalizzata dal Comune.

