Nocera, anziana uccisa per l’eredità: la procura ha riesumato il cadavere

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Due mesi per conoscere la verità. Questo il tempo necessario per scoprire se l’anziana di 82 anni, deceduta nel dicembre 2012, sia stata in realtà uccisa da qualcuno che avrebbe poi trafugato la sua eredità. E il primo passo è stato compiuto ieri mattina, intorno alle 10.30, quando il sostituto Valeria Vinci, il perito della procura di Torino e tecnici specializzati, hanno effettuato la riesumazione del cadavere al cimitero cittadino. Dalla salma è stato effettuato un prelievo di capelli e residui organici, oltre che di frammenti specifici, utili per le analisi da svolgere. I tempi per accertare la presenza di eventuali sostanze tossiche saranno lunghi. Almeno due mesi, stando alle prime stime. La procura cerca tracce di veleno: è una delle ipotesi che ritiene più fondate e che muoverebbe quel “piano criminale” messo in piedi da una decina di persone, oggi indagate per omicidio volontario. L’indagine è partita a gennaio di quest’anno, ma negli ultimi mesi si è arricchita di nuovi elementi, tanto da obbligare la procura a contestare anche i reati di estorsione e falso.

L’ipotesi accusatoria è la seguente: un gruppo di dieci persone, insospettabili e non imparentati con la donna, sarebbe riuscito ad avvicinarla, studiandone abitudini e scoprendo che la stessa non avesse alcun parente (i tre fratelli sono tutti deceduti per morte naturale), per depredarla dell’eredità – 500mila euro circa – non prima di averla condotta alla morte. Gli indizi in tal senso sono molti: le prime indagini di tipo contabile hanno fornito riscontri, con conti correnti aperti e chiusi unicamente per il trasferimento di somme di denaro. Lo stesso decesso della donna è stato classificato come morte naturale, ma anche qui i dubbi sono molti: da un tumore al pancreas che l’anziana non avrebbe mai avuto (nessuna visita in ospedale) all’edema polmonare registrato sul certificato medico, senza mai aver effettuato un esame autoptico. Condizione necessaria per individuare quel male. C’è di più: l’82enne avrebbe venduto la sua casa – dietro minaccia – due settimane prima di morire ad un prezzo irrisorio. Poco più di quarantamila euro, mai incassati. Tracce documentali in mano alla procura rivelerebbero infatti la contrarietà di quella vendita, a firma della stessa signora. L’appartamento sarebbe stato poi depredato di ogni cosa. Le indagini sono partite grazie alle centinaia di lettere inviate da un parente, ignorate per anni dalla procura stessa, contenente il piano e i nomi di questo giallo nocerino.