La procura vuole processare subito Giuseppe Bombardino e Antonio Saggese, i due ventenni accusati di aver sequestrato e stuprato una ragazza di 16 anni la notte dello scorso 13 febbraio, all’esterno di una scuola di Pagani. Per entrambi è stato chiesto il giudizio immediato: il sostituto procuratore Ernesto Caggiano ritiene di avere prove concrete per il processo, forte anche di quanto emerso dalla consulenza della psicologa effettuata insieme alla vittima. Il lavoro del professionista avrebbe confermato la credibilità della ragazza, oltre ai contenuti del suo racconto, illustrato più volte in una dettagliata denuncia che durante l’incidente probatorio chiesto dalla procura mesi prima. Una volta che il gip fisserà la data per discutere la richiesta del rito immediato, le difese (avvocati Giuseppe Buongiorno e Vincenzo Calabrese) potrebbero decidere per un processo ordinario o riti alternativi. I due ragazzi furono denunciati dalla vittima in seconda battuta, con l’identificazione effettuata dai carabinieri qualche ora dopo la violenza. Quella sera, dopo essere uscita da una cornetteria, la ragazza fu bloccata per le braccia e minacciata di morte dai due, per poi finire contro un’auto e una saracinesca. Tentò anche di fuggire ma senza successo, dopo aver chiesto soccorso a due persone che si trovarono a passare di lì a distanza di poco tempo. Messa con forza in auto dai due (circostanza ripresa da un video), fu condotta nei pressi di una scuola, dove sarebbe stata costretta a bere dell’alcool e a consumare un rapporto sessuale con entrambi. La vittima conosceva uno dei due giovani, in virtù di un rapporto di conoscenza pregresso. Dopo qualche ora fu riaccompagnata a casa. Qui, perse i sensi e fu portata in ospedale dalla madre, alla quale avrebbe raccontato quanto subito poco prima. Durante l’incidente probatorio e l’udienza presso il Riesame, la difesa aveva fatto emergere diverse contraddizioni nel racconto della ragazza. Ma per la procura i due giovani sono colpevoli e vanno processati nell’immediatezza.

