San Marzano, il processo per “l’omicidio di Capodanno” è da rifare

0
687

Il processo sull’omicidio di Claudio Coppa è da rifare. Lo ha deciso la Corte di Cassazione, annullando con rinvio la condanna in Corte d’Appello a 14 anni di reclusione per Pietrangelo Pagano. Gli ermellini, nell’accogliere le istanze della difesa, hanno rispedito il fascicolo in Appello chiedendo ai giudici salernitani di riformulare la sentenza senza le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi, di fatto annullate. La nuova sentenza, in caso di condanna, andrà ricalcolata al ribasso per l’unico imputato, Pietrangelo Pagano, all’epoca dei fatti 25enne. In primo grado, il giovane era stato condannato a sedici anni. I fatti si svolsero durante la notte di Capodanno nel 2013, a San Marzano sul Sarno. Tra i due c’era stato un diverbio solo verbale. Dopo poco l’aggressione, con Pagano che colpì con un fendente al cuore Claudio Coppa, 32enne incensurato gestore di una sala giochi. L’arma utilizzata, nascosta in un tombino, era una lama da pesca. Fu trovata dai carabinieri proprio dietro indicazione dell’imputato, che a seguito della confessione fu arrestato e tradotto nel carcere di Salerno. Secondo le indagini della Procura di Nocera Inferiore, l’agguato mortale sarebbe stato pianificato da Pagano, proprio in virtù del litigio avuto poco prima con la vittima. Il 28enne fu condannato con rito abbreviato dal gup Alfonso Scermino a 16 anni, per poi ottenere uno sconto in appello di due anni. A soccorrere Coppa fu un conoscente, che lo caricò in auto lasciandolo all’esterno dell’ospedale “Villa Malta” di Sarno. Morì poco dopo. Pagano invece, resosi irreperibile per un paio d’ore, si  costituì ai carabinieri che lo cercavano dopo aver raccolto una serie di testimonianze utili alla sua identificazione. Dietro l’omicidio, le presunte provocazioni che la vittima avrebbe lanciato a Pagano più volte – come spiegato dallo stesso ai giudici che lo hanno condannato – che generarono quella notte prima un alterco tra i due, con il 28enne che rimediò una ferita al naso. Poi l’accoltellamento. Il giovane è difeso dal legale Pasquale Formisano