Blocco delle prestazioni sanitarie, il rischio Campania

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Tutti i centri accreditati devono firmare i contratti con la struttura commissariale entro dopodomani altrimenti saranno fuori dal sistema degli accreditamenti. Una corsa contro il tempo per scongiurare il blocco delle prestazioni e il rischio licenziamenti per 2mila operatori della sanità. Meno di 24 ore fa il presidente della Campania, Vincenzo De Luca aveva ricordato il programma governativo regionale che è quello di uscire dal commissariamento della sanità entro la fine del 2017. “Impresa al limite della follia – aveva sottolineato – ma ce la faremo. Stiamo recuperando il tempo perduto negli ultimi anni, abbiamo nominato i direttori generali che hanno degli obiettivi precisi da raggiungere, e lavoriamo ogni giorno per fare della sanità campana la prima in Italia. La rivoluzione è sotto gli occhi di tutti. Mai più padrini politici e fiducia massima nelle grandi competenze e professionalità dei medici campani”. Ora, però, si ritrova alle prese con l’incubo dei tetti di spesa che ogni anno si ripropone. Se entro venerdì non si firma da sabato in poi le prestazioni non saranno più garantite dal servizio sanitario regionale e dunque i cittadini dovranno pagare gli esami di tasca propria, oppure rivolgersi alle strutture pubbliche e le conseguenti liste d’attesa.