Colpì la moglie e poi sparò al figlio minorenne nel giorno di Natale, dopo un litigio scoppiato per motivi futili. Davanti al giudice ha patteggiato una pena di 2 anni. Lui è A.A. , 46enne senza precedenti, assistito dal legale Vittoria Schiavo. L’uomo fu arrestato dei carabinieri il 25 dicembre 2013, dopo una segnalazione giunta da alcuni vicini che riferirono ai carabinieri di aver udito delle esplosioni d’arma da fuoco. L’uomo, dopo essere tornato da una giornata di caccia, aveva litigato con moglie e figlio. Quest’ultimo, pare gli avesse chiesto di accompagnarlo ad una cerimonia. Quel giorno, i rapporti familiari già tesi da tempo assunsero toni drammatici, con il 43enne che colpì il figlio di soli 14 anni con calci e schiaffi. La donna intervenne in sua difesa, prendendo il ragazzo e scappando di casa. L’uomo nel frattempo si diresse in camera da letto, prendendo uno dei fucili che custodiva in un armadio. Sceso in strada, esplose un primo colpo verso i suoi familiari, che nel provare a scappare a casa di un vicino per ripararsi, trovarono rifugio dietro un’auto. Dopo poco partì un altro colpo che sfiorò il figlio, che nel frattempo aveva provato a raggiungere con uno scatto il portone di un palazzo vicino. L’intervento di un amico, che fece entrare i due in casa chiudendo la porta, fece desistere anche il 43enne. La donna se la cavò con alcuni traumi sul corpo, mentre il figlio fu curato per una ferita alle gambe e al cuoio capelluto, sfiorato dal proiettile esploso poco prima. Suo padre fu arrestato dai carabinieri in flagranza, mentre si trovava in casa preso da un forte stato d’agitazione. Durante l’udienza di convalida il gip lo scarcerò per metterlo ai domiciliari. Stando alle indagini, non voleva colpire mortalmente i suoi familiari. L’accusa infatti cambiò da tentato omicidio a lesioni, in considerazione dell’arma utilizzata di piccolo calibro. Davanti al gup Giovanna Pacifico, l’uomo ha chiesto di patteggiare a 2 anni. La famiglia era assistita dal legale Giovanna Ventre.

