Pagani, caso Gori, Gambino contro Bottone

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Scoppia una nuova polemica nella città di Pagani pochi giorni dopo la conferenza stampa tenuta a Palazzo San Carlo con la società che gestisce le risorse idriche nel territorio. La Gori, nel corso del vertice, si era mostrata più morbida nei confronti di molti degli utenti morosi (che secondo le stime sono circa il 50% dei paganesi) e si era detta disposta non solo ad offrire agli utenti il cambio gratuito del contatore ma anche un piano di rateizzazione per le morosità costruito ad personam.

La notizia, così come espressa dagli stessi, non è piaciuta all’onorevole Alberico Gambino. L’ex sindaco paganese, infatti, in un lungo comunicato ha preso le distanze sia dalla Gori che dall’attuale sindaco paganese Salvatore Bottone. Per numerosi motivi.

Il primo, le tariffe. “Al di là dei piroettanti comportamenti del Sindaco di Pagani, cui si è abituati, – scrive Gambino – rimane la convinzione e la certezza – comune agli utenti del servizio idrico integrato di Pagani e degli altri comuni – che GORI SPA ed il suo socio di maggioranza ha disposto un aumento delle tariffe 2016 di oltre il quaranta per cento rispetto a quelle del 2014 e ha addirittura ridotto, a suo favore, i limiti massimi degli scaglioni di consumo in base ai quali si applicano le tariffe. La tariffa BASE è passata da € 0,94 a mc. del 2014 ad € 1,25 del 2016 con riduzione del limite massimo dello scaglione a 150 mc. (rispetto ai 184 del 2014), la Prima eccedenza è passata da € 1,65 ad € 2,17 con riduzione del limite massimo a 300 mc. (rispetto a mc. 368 del 2014), la Seconda eccedenza è passata da € 2,21 ad € 2,97 con riduzione del limite massimo a 450 mc. (rispetto ai 552 del 2014), la Terza eccedenza da € 2,76 ad € 3,62 con riduzione del limite minimo a 450 mc (rispetto a 552 mc del 2014). La quota fissa è passata da 24,00 euro annui ad € 35,00. Detti aumenti comportano che una famiglia media che consumava e consuma 300 mc annui (valore medio) nel 2014 pagava 360 euro, nel 2016 ne paga 510”.

Ancora, la vicenda debiti e recupero del credito. Gambino, nel suo comunicato, spiega nel dettaglio quali siano i comportamenti della stessa società come debitrice nei confronti di molti enti e creditrice nei confronti dei privati. Comportamenti, così come spiega l’onorevole paganese, diametralmente opposti. “GORI SPA è la stessa che – continua Gambino – per il debito di oltre un milione di euro che ha nei confronti del Comune di Pagani, ha ottenuto, dal Sindaco, una dilazione in 21 rate bimestrali ed è la stessa che ha oltre trecento milioni di debiti nei confronti della Regione Campania ed ha ottenuto, e vuole ancora avere, rateizzazioni decennali del debito e consistente riduzione dello stesso, è la stessa che non ha versato 31 MLN di euro per cofinanziare le reti fognarie nei comuni dell’ATO 3 impedendo, di fatto, la realizzazione delle reti fognarie in Scafati, Nocera Inferiore e Gragnano come dichiarato anche dalla Corte dei Conti con delibera n. 12 del 29 Novembre 2012, è la stessa che solo pochi mesi – con il favore complice del socio di maggioranza – ha tentato di recuperare 122 MLN di “crediti pregressi per adeguamenti tariffari 2003/2011” poi bloccati dall’autorità giurisdizionale.

Per i debitori, nei suoi confronti, applica invece selettive rateazioni risibili per numero di rate massime e impone interessi al limite dell’usura e questo diventa, per il Sindaco di Pagani, “vanto e comportamento caritatevole” da propalare in conferenza stampa. GORI SPA è solo soggetto imprenditoriale, con un socio di maggioranza controllato e controllore, che deve essere ancora sottoposto alle verifiche – stabilite dalla legge regionale 15/2015 – in ordine alla regolarità dell’affidamento conferitogli nel 2002, che è stato sanzionato per 500.000,00 dall’autorità garante dei mercati per “pratiche vessatorie nei confronti degli utenti”, che deve essere liquidato senza se e senza ma, che non è migliorato, o è diventato caritatevole, solo perché ora i vertici dirigenziali sono di stretta osservanza deluchiana. Le recenti nomine del CDA sono state disposte da un Commissario autorizzato alla sola gestione ordinaria ed erano illegittime il 07 Luglio 2016 e lo sono oggi, così come GORI SPA doveva essere liquidata il 07 Luglio 2016 e deve esserlo ora. Schiena diritta, operatività quotidiana ad esclusivo sostegno dei bisogni e delle esigenze dei territori e dei cittadini, lotta contro le imposizioni ed i soprusi, sono caratteristiche che appartengono agli uomini che non modificano opinione a seconda delle proprie convenienze personali e/o degli ordini ricevuti dall’alto, quelli che non partecipano a inutili conferenze stampa e/o a ridicole inaugurazioni di sedi operative e che non si intimidiscono se raggiunti da “risibili citazioni per diffamazione” ma si difendono, e contrattaccano, nelle sedi opportune”