di Luigi Ciamburro
Il parcheggio interrato di via Garibaldi è stato inaugurato una decina di anni fa, all’epoca dell’amministrazione Gambino, dopo aver speso una cifra prossima ai 3 milioni di euro. Una spesa ritenuta necessaria secondo alcuni, folle secondo altri, i cui lavori furono eseguiti dalla ditta edile Rainone, legata a vincoli di parentela alla consorte dell’allora sindac
o e attualmente consigliere regionale. Al di là delle sue origini lascia riflettere oggi, lo stato di pluriennale semi-degrado in cui versa la struttura, con un ascensore che ormai risulta guasto da diversi anni, e che di fatto impedisce ai disabili (e agli anziani in difficoltà) di poter beneficiare del servizio.
Il parcheggio è strutturato su due livelli, quasi sempre vuoti per via di una ZTL mai decollata in maniera decisa, oltre che per la massiccia presenza di veicoli in divieto di sosta in via Trotta, dove le quattro ruote non potrebbero parcheggiare, se non con disco orario sulla striscia di asfalto antistante il Laboratorio di analisi cliniche. Eppure ogni giorno nelle ore di punta va in scena la corsa al posto gratuito, che vede tanti automobilisti avvicendarsi, anche in seconda fila, pur di non pagare, con conseguenti disagi anche per chi abita nella suddetta strada.
Ma lo stato di trascuratezza della milionaria struttura è evidente anche dalla mancanza di alcune griglie di protezione, con il rischio di cadute pericolosissime per i ragazzini che sono soliti scavalcare il muro di recinzione della scuola per accedere nel cortile a giocare. Senza contare le pozzanghere di acqua che si formano ogni qualvolta piove e la mancanza di aerazione nei bagni. Considerato che a un paio di chilometri da Pagani i parcheggi funzionano alla meraviglia e impinguano le casse comunali, sarebbe forse ora di dare uno sguardo a questa potenzialità strutturale presente nel cuore della città, consentendo agli ausiliari del traffico di svolgere al meglio il proprio lavoro e non facendo rimpiangere i tre milioni di euro spesi.

