In qualche istituto la scuola è già cominciata, in moltissimi altri invece inizierà tra lunedì e giovedì prossimo. E in un appuntamento così importante per tutti gli studenti, non è mancato l’augurio del vescovo della diocesi di Nocera – Sarno monsignor Giuseppe Giudice. Il pastore territoriale ha citato, come preludio al suo messaggio, il Gravissimus educationis, documento stabilito nel corso del Concilio Vaticano II e successivamente promulgato dal Papa Paolo VI il 28 ottobre 1965.
Gli auguri del vescovo non giungono a caso: Giudice, infatti, li ha divulgati oggi in occasione della festività della Natività di Maria Vergine. E, sempre non a caso, il giorno 12 (lunedì) la chiesa ricorderà il Nome di Maria Vergine mentre il 15, giovedì, la figura della Madonna Addolorata. Un anno scolastico, dunque, che in una data o l’altra si apre con la benedizione della madre di Cristo, e il vescovo ha voluto incentrare i suoi auguri proprio meditando sulla funzione dell’educatore.
“Carissimi, – si legge nel documento, che pubblichiamo integralmente – ancora una volta varchiamo la porta della scuola e, in questo Anno santo della misericordia, iniziamo il nuovo anno scolastico 2016-2017. È una porta che oltrepassiamo tutti insieme: docenti, alunni, famiglie, operatori scolastici, ben sapendo il valore simbolico del gesto e lo spessore carico di speranza che esso comporta. Ogni mattina, al suono della campanella, un mondo di sogni, speranze, attese e preoccupazioni oltrepassa la porta della scuola e, affidandosi ad esperti educatori, si incammina sui sentieri della conoscenza e della formazione.
Gesto semplice, quello della porta, scontato, usuale, quotidiano, ma carico di tanti significati e denso di aspettative. Oltre la porta, entrando, ci attende la famiglia scolastica che, per un pugno di anni, accompagna la nostra crescita; e, uscendo, incontriamo la famiglia della vita e del mondo, dove si inverano le lezioni scolastiche.
È bella la scuola, in entrata e in uscita, è importante e deve diventare, con il contributo di ognuno, sempre più palestra che prepara alla vita.
È bella la scuola, anche se è faticosa, come ogni impegno, come un lavoro che, se fatto con passione, ci costruisce, costruisce la civiltà e permette alla società di essere più umana.
È bella la scuola, e sono belli gli anni della scuola, intessuti nell’amicizia e nelle relazioni che, nel tempo, daranno i frutti.
Carissimi, buon anno scolastico e buon lavoro! Il Vescovo vi accompagna, vi segue, scommette su di voi e, mentre a tutti stringe la mano, per i credenti lascia anche una benedizione. Anche a scuola si può fare esperienza di misericordia, si può essere misericordiosi, sapendo che sempre la misericordia si coniuga con la giustizia”.

