Sant’Egidio. Soldi di VivaCultura ai terremotati, l’opposizione: “è una farsa”

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Il sindaco Carpentieri decide di destinare delle somme stanziate per la manifestazione Viva Cultura ai terremotati, ma i consiglieri di opposizione non ci vedono chiaro. Stamattina, infatti, i rappresentanti della minoranza hanno protocollato un’interrogazione urgente,avente a oggetto proprio i chiarimenti in merito alle somme che il primo cittadino ha deciso di destinare alle popolazioni di Amatrice annullando la manifestazione VivaCultura che aveva detto essere già pronta. “In realtà – afferma Mario Cascone capogruppo di Con Sant’Egidio – è solo l’ennesima bugia del Sindaco Carpentieri che strumentalizza un fatto grave come quello del terremoto per nascondere l’assoluta incapacità di governo delle sua amministrazione. Prima dell’annuncio, infatti, non vi era alcun programma di VivaCultura, né erano stati predisposti gli atti amministrativi necessari per lo svolgimento della manifestazione, nonostante in campagna elettorale avesse più volte ribadito il ritorno dell’evento culturale. E’ impensabile continuare a privare i cittadini di manifestazioni culturali che sono importanti per la crescita di un’intera comunità, senza dimenticare l’assenza totale di un cartellone estivo ; il centro storico e l’intero comune continuano a vivere grazie solo ed esclusivamente alle tantissime persone della Pro-Loco che anche quest’anno daranno vita alla 20esima edizione dei Cortili della Storia. Ma la cosa più grave è che, mentre sono state destinate alle popolazioni colpite dal terremoto le somme stanziate per le manifestazioni culturali, incredibilmente sono apparse in bilancio le somme per gli stipendi del sindaco e degli assessori. Noi chiediamo solamente di confermare le somme previste per le politiche culturali e di destinare le indennità del Sindaco e degli Assessori per sostenere le vittime di Amatrice”. Anna Pia Strianese, capogruppo di Ridefiniamo Sant’Egidio, aggiunge: “è scandaloso quello che sta avvenendo, sono quasi dieci anni che gli amministratori di Sant’Egidio del Monte Albino rinunciano allo stipendio destinandolo alle politiche sociali e culturali. Prendere l’indennità, in questo momento, è un’offesa nei confronti delle famiglie che ogni giorno fanno fatica a far quadrare il proprio bilancio. E’ questa, forse, una delle novità e dei miglioramenti promessi in una campagna elettorale all’insegna del fatidico ‘ritorno’? La regola fondamentale di chi amministra è di essere un esempio e una guida per la propria comunità: sicuramente non è un buon esempio fare beneficenza con i soldi pubblici”