Migranti e documenti rubati a Nocera: ora indaga l’Antimafia

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NOCERA INFERIORE. C’è un filo sottile che lega Nocera Inferiore, i migranti e gli extracomunitari che cercano rifugio in Europa. Sta cercando di capirlo l’Antimafia di Salerno, dopo i quindici arresti che la Digos di Bari ha effettuato nella giornata di ieri, durante dei controlli al porto. In manette sono finiti cittadini iracheni, iraniani e siriana, trovati in possesso di documenti risultati di provenienza illecita ed illecitamente contraffatti. La polizia di Frontiera ha sequestrato diverse false carte d’identità, che provenivano da un blocco di quasi 500 documenti rubati a Nocera Inferiore, nella sede di via Libroia. L’ingente furto risale al maggio scorso, quando un gruppo di ignoti entrò facilmente all’interno della sede comunale, forzando un armadietto con fiamma ossidrica e portando via centinaia di carte d’identità in bianco. Un’azione a colpo sicuro, che gli investigatori non hanno mai inquadrato come fatto isolato o frutto dell’azione di qualche malintenzionato. Gli arresti fatti in Puglia sono avvenuti dopo alcuni controlli di documenti sui nominativi indicati nelle liste passeggeri della motonave “Bari”, in arrivo dai porti greci di Sami e Igoumenitsa. L’operazione di ieri segue quella registrata solo pochi giorni fa, sempre nel porto di Bari, quando in manette finirono due fratelli iraniani. Anche loro trovati in possesso di documenti falsi e rubati al comune di Nocera Inferiore. Quelle carte servivano in Grecia per consentire agli immigrati di giungere in Germania. Dall’Iran, i due uomini erano diretti in  Germania. Una volta in Turchia, a bordo di un’imbarcazione di fortuna, giunsero in Grecia e poi a Bari. Le carte rubate a Nocera erano state modificate con nomi e foto false e con il timbro di un altro comune. La mole di documenti rubata nell’Agro (Nocera è solo il caso più recente) ha attirato l’attenzione della Dda di Salerno, competente per la tipologia di reati e per i suoi protagonisti. L’obiettivo è capire se esista un mercato nero i cui referenti siano impegnati a far entrare irregolarmente nel paese extracomunitari o cittadini sospettati di appartenere ad organizzazioni fondamentaliste.