Omicidio di NiKolova. Questa mattina l’udienza di convalida per Ferrante

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Sarebbe di 30 minuti, intorno alle 23,30 del 12 agosto scorso, il tempo impiegato da una Citroen C2 ad entrare nella stradina lungo il cimitero di Pagani e vicino alla discarica dove è stato ritrovato il corpo di Nikolova Tenenuzhka, e poi ad uscire. Una auto simile a quella registrata dalle telecamere del servizio di videosorveglianza comunale, troppo simile a quella del 36enne fabbro vietrese Carmine Ferrante. Non si vedrebbe, ad una prima analisi se all’interno della vettura ci siano una o più persone. Ma la vettura è come quella segnalata dalle due prositute colleghe della 37enne bulgara. In 30 minuti può essere accaduto di tutto, sia l’omicidio sia l’eventuale trasporto del cadavere. Sulla salma non sono stati riscontrati segni di violenza tranne una lesione al torace di cui non è chiarita ancora l’origine e che potrebbe essere stata provocata dai più disparate cause, come un colpo o il morsi degli animali o anche l’azione della decomposizione. Un particolare importante per stabilire le cause della morte della donna e per ricostruire l’intera vicenda, che potrebbe variare dal vilipendio di cadavere (nel caso sia stato solo un abbandono del corpo seguente alla morta accidentale o naturale) all’omicidio volontario. Un divario enorme che ruota tutto all’esame autoptico che sta eseguendo il medico legale Giovanni Zotti e che è in attesa delgli esami istologici in particolare sulla lesione al torace per stabilirne la natura. Intanto, questa mattina, è prevista l’udienza per la convalida del fermo del fabbro vietrese.