Chiedevano esclusivamente di far valere un loro diritto, per potersi godere una giornata di mare. Ne hanno invece ricavato un’aggressione verbale e una corsa al pronto soccorso. Protagonisti due ragazzi diversamente abili, Carlo Coscioni e Daniela Falzone, che hanno vissuto la disavventura in un lido di Paestum, in località Torre di Mare.
I due avevano chiesto di sistemare un ombrellone più vicino al mare, facilitando dunque gli spostamenti dal punto di ombra all’acqua. I titolari dello stabilimento hanno però respinto la richiesta, motivando il diniego con un’ordinanza comunale che vieta appunto la sistemazione di ombrelloni entro una certa distanza dal bagnasciuga.
«La nostra però non è stata certo una richiesta assurda – spiega Carlo –, in virtù della legge n. 67/06 (“Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni”, ndr) che, all’articolo 2 comma 3 parla di “discriminazione indiretta quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono una persona con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto ad altre persone”. A questa legge, si aggiunge anche lo stralcio di un’ordinanza dello stesso Comune di Capaccio, servizio Demanio Marittimo. Nello specifico – puntualizza Coscioni –, l’ordinanza del 20 maggio 2016, all’articolo 4 comma 2 lettera e) afferma chiaramente che “prima dell’apertura al pubblico i concessionari devono, in conformità alla L. 104/92, assicurare l’accesso al mare ed il libero transito ai portatori di handicap con la predisposizione di idonei percorsi […] o punti d’ombra attrezzati per disabili, anche se non risultino riportati nei titoli concessori […]” (leggi QUI l’ordinanza completa)».
Nei giorni scorsi, i due ragazzi hanno anche chiesto lumi al demanio di Agropoli, alla Capitaneria di Agropoli e quella di Salerno, ottenendo conferma della legittimità delle loro richieste ai titolari del lido. Tuttavia, per competenza territoriale, è il Comune di Capaccio a dover intervenire sulla vicenda, «ma i nostri tentativi di contattare l’ente – ha aggiunto Carlo Coscioni – sono stati assolutamente vani. I responsabili della struttura balneare ci hanno al massimo proposto la prima fila di ombrelloni, comunque troppo lontana dall’acqua e pure più costosa».
L’altro ieri l’episodio più grave, in quel lido che, tra l’altro, manca anche di un ingresso idoneo per le sedie a rotelle. «Io e la mia compagna siamo stati verbalmente aggrediti dal titolare della struttura e da sua figlia, che tra l’altro dovrebbe essere un avvocato. Questo ha causato alla mia compagna una crisi spastica da curare col Valium, come da referto della guardia medica “PSAUT” di Capaccio Scalo a cui abbiamo dovuto fare immediato ricorso. La mia compagna si è fortunatamente ripresa, ma abbiamo deciso comunque di sporgere denuncia per l’inqualificabile episodio avvenuto».
La vicenda è emersa anche attraverso le pagine dei quotidiani e, per tutta risposta, questa mattina uno dei dipendenti dello stesso lido ha avuto la brillante idea di recarsi fin davanti al cancello della casa dove i ragazzi alloggiano per le vacanze, urlando e inveendo contro di loro per diversi minuti.
Carlo Coscioni e Daniela Falzone sono da tempo impegnati nel sociale, attraverso la loro pagina Facebook “Handicapmania” e, in occasione dell’estate, hanno promosso la campagna caratterizzata dall’hashtag #voglioandareinmare.

