Angri 1927: D’Ambrosio svela i motivi del flop nella trattativa societaria

La proposta del gruppo legato all'imprenditore angrese è stata rifiutata dall'attuale presidente Tortora

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A distanza di giorni dalla fumata nera per l’ingresso nei quadri societari dell’Angri 1927, l’imprenditore angrese Francesco D’Ambrosio svela i motivi che hanno portato al flop nella trattativa con il presidente grigiorosso Gerardo Tortora.

«La nostra proposta – spiega D’Ambrosio – mirava a riportare in pochi anni il club grigiorosso nel calcio che conta, ma il contatto non è andato a buon fine per divergenza di vedute con l’attuale presidente». Il gruppo di persone interessate ad entrare in società, oltre allo stesso imprenditore doriano, «comprendeva altri due imprenditori di Angri e soggetti provenienti da diverse città dell’Agro Nocerino, tutti legati da semplici e solidi rapporti di amicizia. Un totale di 8 persone con quote paritarie in società, che avrebbero poi eletto un presidente cui conferire il potere di firma sui documenti federali. Questa idea – aggiunge D’Ambrosio – non  è stata accettata dall’attuale presidente Gerardo Tortora, al quale avevamo pensato di conferire il ruolo di presidente onorario, quale riconoscimento del miracolo sportivo fatto alla guida della società grigiorossa in questi ultimi anni».

Questioni economiche e di ruoli, dunque, secondo l’imprenditore di Angri sarebbero state alla base della fumata nera nella trattativa. D’Ambrosio, la cui ditta opera nel settore degli impianti, spiega che «l’idea di creare questa cordata è nata dal legame con la nostra città e con gli altri amici angresi eravamo anche riusciti a coinvolgere altri imprenditori di città vicine. Avevamo proposto a Gerardo Tortora di restare all’interno del club, pur “scaricandolo” degli impegni economici utili a sostenere una stagione sportiva importante in Promozione».

L’obiettivo era infatti quello di costruire una squadra che avrebbe puntato al salto diretto in Eccellenza, gettando le basi per un progetto a lungo termine: «Non ci saremmo di certo fermati dopo un anno – aggiunge l’imprenditore angrese –. La nostra idea era quella di accompagnare la crescita della prima squadra con la creazione di un settore giovanile solido, duraturo, basato anche sulla collaborazione diretta con le scuole calcio già esistenti ad Angri. Anche tenendo conto del progetto del Comune di ristrutturare lo stadio, a partire dalla realizzazione del manto di gioco in erba sintetica».

Non c’è stato però ulteriore margine di trattativa. Il cosiddetto “gruppo D’Ambrosio” ha dunque dovuto battere in ritirata, lasciando campo libero a un’altra “cordata” di imprenditori della quale, tiene a ribadire lo stesso Francesco D’Ambrosio, «non fa parte nessuno degli amici che avevamo coinvolto per il nostro progetto sportivo».